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Con identità false aprivano conti correnti per arricchirsi: arrestati

Con identità false aprivano conti correnti per arricchirsi: arrestati

Due incensurati napoletani agivano in diverse banche di Modena e di altre città. Si sospetta siano collegati ad una organizzazione criminale, capace di fornire veri e propri kit per falsa identità


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Sono due 37 enni incensurati, napoletani. Insospettabili hanno agito con i loro tentativi di truffa a Perugia Torino, Firenze Brescia. E a Modena dove son stati catturati dai Carabinieri del Comando provinciale. Si erano presentati  in due istituti di credito con un vero e proprio kit di documenti falsi. Dalla carta di identità al codice fiscale, dalla tessera sanitaria fino ad arrivare a buste paga ed indirizzi mail ai quali inviare le comunicazioni. Insomma tutto il necessario non solo per aprire un conto corrente bancario ma anche per chiedere finanziamenti e prestiti. Tutto, rigorosamente falso. Intestato di volta in volta a nomi fittizzi o 'rubati' a ignari cittadini residenti nelle città in cui agivano. Modena compresa. Garanzie indiscutibili per l’apertura di conti correnti bancari sui quali riuscivano ad effettuare transazioni, depositi, e prelievi di denaro. Una volta che riuscivano a prelevare denaro depositato sui conti in modo fittizzio sparivano. L’azione criminale, che avrebbe fruttato decine di migliaia di euro ma sulla cui 'dimensione' gli inquirenti stanno indagando, è stata raccontata questa mattina in una conferenza tenuta presso il Comando provinciale dei Carabinieri dal Comandante del reparto operativo Stefano Nencioni.



I due agivano in trasferta presumibilmente per conto di una organizzazione criminale strutturate.

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Tale, almeno, dovrebbe essere per garantire la fornitura di diversi kit per false identità, ognuno declinato nei diversi documenti e contratti di lavoro, con diversi nomi. Il tutto perfettamente falsificato, al punto da non essere identificabile, soprattutto ad un normale controllo come quello effettuato dalla banca. Capaci tantopiù di non insospettire anche i titolari di alloggi che nelle loro trasferte i due utilizzavano prenotandoli anche attraverso il circuito Airbnb 

Ad incastrarli, a Modena, l’intutito di un addetto della locale filiale del Monte dei Paschi di Siena insospettito dal fatto che all’apertura del conto l'uomo al quale sarevve stato intestato non avesse chiesto alcuna informazione né condizione applicata al controllo stesso. Da qui la segnalazione ai Carabinieri che hanno bloccato i due per possesso di documento falso valido per l’espatrio. Per ora. Perché questa è l'unica accusa che ha permesso di incastrare i due per i quali non si può ancora accertare l'avvenuta truffa o comunque i proventi illeciti derivanti dall'attività. 

 

 

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