“Per primi abbiamo chiesto la sospensione di Morelli, mentre le altre forze politiche evocavano un prudente immobilismo. Era chiaro fin da subito che la situazione era gravissima. Mai nella nostra storia locale sono stati sequestrati dei documenti in Comune per il sospetto di corruzione'.
Così la Lega di Carpi interviene sul caso dell'indagine per concussione a Carpi dopo la difesa del Pd del duo Morelli-Bellelli. Un intervento quello della Lega che stigmatizza il silenzio di Forza Italia e sottoscrive la linea del consigliere Roberto Benatti che, dopo aver sollevato il caso questa estate, ha chiesto all'indomani del sequestro la sospensione del vicesindaco Simone Morelli.
'E questo doveva e dovrebbe bastare per sospendere l’assessore Morelli che ha anche la carica di vicesindaco. Invece il sindaco e la giunta preferiscono peggiorare le cose, abolendo gli eventi oggetto di ipotetiche indagini, confermando implicitamente che la loro organizzazione è dubbia. Il sindaco si imponga e faccia valere il proprio potere sospendendo l’assessore fino a che la situazione sarà risolta e chiarita. Questa strana situazione in cui si sospende l’operato dell’assessore ma non l’assessore delinea sempre più quello che può essere interpretato come uno scontro interno al Pd, tra correnti che aspirano alla carica di sindaco. I “Morelliani” ed i “Bellelliani” che propongono una seconda candidatura dell’attuale sindaco, all’insegna della continuità e della conferma del “buon lavoro svolto, è noto come tutti i sindaci dal PCI del dopoguerra al PD di oggi abbiano sempre avuto il doppio mandato, tranne quando loro stessi hanno rinunciato per altre cariche e ricandidare Bellelli significa, per i suoi sostenitori, confermare che l’amministrazione è stata buona e degna di continuare a fare ciò che ha fatto sino ad oggi. Sembra di sfogliare le pagine della vecchia storia della Democrazia Cristiana: lotte di correnti interne per il potere - continua la Lega -. E’ ovvio che Bellelli ha il dovere di dire, almeno, se non sapeva cosa facesse Morelli (incapacità di controllare la sua squadra) o sapeva ma taceva (ipoteticamente possibile complice del suo vicesindaco?). Lo stesso sindaco per dimostrare la sua buona fede e la sua volontà di tutelare la comunità (almeno così lui afferma), quanto meno può chiedere all’assessore di fare un passo indietro e dimettersi, attendendo l’esito delle indagini. Mentre non facendo questo atto sembra volere tutelare lo status quo e questa condizione di limbo in cui versa la nostra giunta.



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