'Spiace che la Procura abbia preso questa decisione che appare non solo sbagliata ma, a tratti, davvero incomprensibile. La procura ha accertato come non vi siano mai stati accordi o contatti tra il sottoscritto ed altri imputati, eppure continua a ritenere che vi sia stato concorso nel tentare di diffamare il sindaco. Il sindaco sa perfettamente che non vi furono contatti o accordi tra il sottoscritto ed altri imputati eppure continua a perseguire non si sa bene quale obbiettivo'. Così l'ex militante leghista
Stefano Soranna commenta il decreto di citazione a giudizio in base al quale egli
andrà a processo per tentata diffamazione insieme all'ex vicesindaco di Carpi
Simone Morelli e alla consigliera M5S
Monica Medici nel filone parallelo al caso Carpigate nei confronti del sindaco di Carp
i Alberto Bellelli.
'È un dato, non dubitabile, che mi sia limitato a trasmettere il testo della bozza di un’interrogazione regionale ad un giornalista, fornendo anche il recapito del consigliere che era in procinto di depositarla.
Nessuna allusione, nessuna particolare “insistenza” con il giornalista. Anzi. È altrettanto non dubitabile che ciò sia stato fatto in un contesto di doverosa critica politica. Forse qualcuno preferisce che chi sta all’opposizione stia zitto, resti in silenzio, non vigili.
Non vedo l’ora che inizi il processo. Spiace solo che i tempi della giustizia siano talmente lenti che quando si sarà fatta chiarezza su questa vicenda oramai il danno arrecato al sottoscritto si sarà consolidato. Non mi hanno mai intimorito le battaglie contro la maggioranza e non mi farò intimorire nemmeno questa volta - chiude Soranna -. Solamente invito chiunque ad evitare il termine dossier o dossieraggio. Io ho solo dato una notizia. E ho fornito ai giornalisti lo strumento per verificarne la fondatezza'.
Al momento nessun commento da parte della Lega provinciale, partito nel quale all'epoca dei fatti militava Soranna e dal quale egli stesso ha deciso di allontanarsi
il 10 settembre 2019.