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Addio al Policlinico, anche Gargano boccia Mezzetti: 'No a decisioni calate dall'alto'

Addio al Policlinico, anche Gargano boccia Mezzetti: 'No a decisioni calate dall'alto'

'Una trasformazione è credibile non soltanto quando è ambiziosa, ma quando è costruita con metodo, responsabilità e attenzione a tutti i territori'


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'Un progetto che vuole trasformare il sistema sanitario deve fondarsi su principi chiari: efficienza, efficacia, economicità, equilibrio e appropriatezza. Ma l’equilibrio non nasce da decisioni calate dall’alto. Si costruisce attraverso il confronto tra istituzioni, professionisti, territori e cittadini, seguendo un metodo rigoroso, fondato su dati, evidenze scientifiche, analisi e verifiche. Quando interveniamo sulla sanità, non riorganizziamo soltanto edifici, reparti e servizi: incidiamo sulla vita delle persone, sulla loro sicurezza e sulla fiducia nel servizio sanitario pubblico'. Così il sindaco di Castelfranco Gianni Gargano, dopo Muzzarelli, torna a bocciare il piano che porterebbe al superamento del Policlinico annunciato ieri da Mezzetti.

'Per questo cittadini come “zia Maria” e “zio Giuseppe” hanno il diritto di comprendere, discutere e contribuire a definire i cambiamenti. Non possono essere chiamati soltanto ad accettare decisioni già prese. Sia chiaro: ogni proposta può essere discussa, migliorata e trasformata. Ma servono confronto, trasparenza, tempi e modi adeguati nei luoghi opportuni. Condivido e credo nell’obiettivo di ottimizzare l’organizzazione dei due ospedali modenesi, valorizzarne le competenze e rafforzarne l’integrazione. Ma condividere un obiettivo non significa accettare qualsiasi modalità per raggiungerlo - continua Gargano -. Non si possono escludere i territori né ignorare il confronto con amministratori locali, professionisti sanitari e comunità interessate.

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Le decisioni sui due ospedali possono incidere sull’intera rete sanitaria provinciale, sugli equilibri territoriali, sull’accesso alle cure e sull’organizzazione dell’emergenza-urgenza. Servono quindi una visione complessiva, dati verificabili e un percorso realmente partecipato, largo anzi larghissimo. Una trasformazione è credibile non soltanto quando è ambiziosa, ma quando è costruita con metodo, responsabilità e attenzione a tutti i territori. La sanità pubblica appartiene alla collettività. Non può essere riprogettata senza ascoltare chi la vive, ci lavora, la sostiene e ne ha bisogno ogni giorno. Il futuro della sanità si costruisce con competenza, metodo, confronto, condivisione e partecipazione. Insieme alle comunità, ai loro rappresentanti e portatori d’interesse mai al loro posto'.

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