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'Aimag nelle mani di Hera, bocciati Righi e Budri: avevamo ragione noi'

'Aimag nelle mani di Hera, bocciati Righi e Budri: avevamo ragione noi'

'Anche il caso Amo dovrebbe insegnare. Non si può non sottolineare la responsabilità del CdA attuale che ha condotto l’operazione insieme ai sindaci'


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'Il giudizio severo della Corte dei conti sull’affare Aimag – Hera è semplice, diretto, quasi elementare: si tratta in conclusione di una cessione e privatizzazione di Aimag senza adeguata motivazione e tutela del bene pubblico. Capire dove finisca la buona fede e cominci invece una precisa volontà politica non è semplice, ma è certo che una quantità non trascurabile di sindaci e consiglieri si sono nascosti nella ignavia e nella sudditanza. Non un bello spettacolo'. Così il consigliere mirandolese Giorgio Siena.
'Chi dichiarava di pensare al futuro di Aimag in realtà aveva il futuro di Hera come obiettivo, che infatti già a febbraio 2025, prima ancora che si presentasse il progetto nei dettagli, annunciava l’accordo con Aimag e il consolidamento in bilancio per la gioia degli azionisti. Ora si ricomincia e serve un metodo trasparente e obiettivi chiari. Esiste comunque un problema diffuso relativamente alle aziende partecipate dal pubblico: va bene per gli indirizzi generali pubblici ma devono pensare di competere correttamente con regole di concorrenza e non con operazioni di mera compromissione e di potere. Anche il caso Amo dovrebbe insegnare. Non si può non sottolineare la responsabilità del CdA attuale che ha condotto l’operazione insieme ai sindaci e che risulta quindi nei fatti sfiduciato' - chiude Siena.

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