'Chi esce da sicuro vincitore è il sindaco di Carpi, Righi, compassato e con basso profilo per stemperare le antipatie diffuse a piene mani dal suo predecessore. In realtà Aimag per i carpigiani è solo un fornitore di servizi abbastanza anonimo e quello che conta è avere dividendi per il bilancio; da questo punto di vista ne esce molto bene grazie al 20% abbondante di patrimonio di Aimag, e si toglie le responsabilità di gestione, visti i disastrosi presidenti nominati da Carpi. Chi aveva tutto perdere e rischia di perdere tutto è Letizia Budri, la sindaca di Mirandola, e con lei Mirandola. Perché Aimag è Mirandola e la Bassa modenese. Espressione del Centro destra che prima delle elezioni ha fatto la foto di gruppo con il no alla svendita di Aimag, e poi la consegna a Hera. Mirandola potrà nominare un rappresentate nel nuovo CdA nel quale, per intenderci, 4 sono di Hera compreso l’Ad con voto doppio, almeno 2 o forse 3 li nomina il Pd, il rappresentate indicato da Mirandola sarà come il famoso Calimero, piccolo e nero, di una vecchia pubblicità. Ma loro diranno che è un successo - continua Siena -. Per le decisioni importanti coloro che hanno avuto la nomina dei sindaci Pd tratteranno direttamente con i commissari di Hera e non è certo un mistero che Hera è una creatura del PD della Via Emilia. Mirandola perderà Aimag e conterà nulla nella governance, tanto per ricordare ogni tanto il risultato benefico delle elezioni.
'Dei sindaci del mantovano, soprattutto di quello di Poggio Rusco, sono stupito. Agitatore da piazza, Zacchi, per difendere l’autonomia di Aimag e poi passato sul fronte opposto senza accorgersi che si è messo in buca da solo.



