'Ma come è stato possibile che un’azienda in salute, con un solido controllo pubblico, capace di fornire servizi di qualità con tariffe contenute che agiva in un’ottica di tutela dei cittadini e dell’ambiente stia per essere ceduta a Hera, azienda quotata in borsa che al contrario opera esclusivamente secondo logiche di profitto? Il modello della grande multiutility privatizzata che il Pd regionale cerca da anni di realizzare è stato reso possibile grazie ai sindaci e alle sindache di destra che in campagna elettorale dicevano di voler mantenere Aimag pubblica e difenderla dalla privatizzazione (stessa cosa sostenevano i Sindaci del centrosinistra…) e che invece neanche 6 mesi dopo l’elezione si sono accordati con i vertici del Pd per cedere il controllo di Aimag a Hera; raramente nella bassa modenese si è assistito a un simile trasformismo. In questo quadro desolante va segnalata la lotta per impedire la cessione di Aimag condotta da comitati di cittadine e cittadini come “Aimag per il territorio” e “Carpi per la giustizia climatica e sociale”. Anche alcuni consiglieri del Pd hanno votato No al progetto e a Concordia il capogruppo Paolo Negro si è dimesso, evidenziando la fragilità di un partito subalterno ai centri di potere'.
'Rifondazione comunista continuerà nel sostegno di un impegno prezioso che ha evidenziato le enormi criticità nella conduzione di tutta l’operazione (di fatto la cessione di un bene pubblico e la sua modifica profonda senza gara).


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