Alla fine il risultato non cambia e corrisponde ad una clamorosa marcia indietro di Muzzarelli, almeno rispetto agli annunci fatti alla città in piena campagna elettorale per le regionali: i lavori iniziati sono 'solo' di pulizia. Nulla a che vedere con l'avvio di un progetto di riqualificazione, che, come da noi scritto non c'è e di cui, come confermato dall'assessore, non c'è nulla nemmeno in Comune.Un fiume di parole, quelle dell'ex sindaco, iniziato con un ridondante ed inutile ricordo della storia dell'edificio, per arrivare a descrivere l'importanza di quella che nei fatti è solo una ordinaria opera di pulizia, resa semmai impegnativa dalle dimensioni dell'edificio. Una pulizia e messa in sicurezza interna ed esterna che tra l'altro per i proprietari è doveroso realizzare e che il Comune deve imporre (l'ex sindaco questo lo sa bene), soprattutto quando, come in quel caso, il degrado, l'abbandono e la mancata manutenzione comporta l'emergere di problematiche di ordine e sicurezza pubblica. Nulla di più. L'ex sindaco al Carlino non parla più, nel merito di lavori avviati, di riqualificazione.Ce ne è abbastanza per concludere che quelle dichiarazioni, negate a La Pressa nonostante ripetute richieste, rappresentano una smentita su tutta la linea da parte dell'ex sindaco, rispetto a quanto detto in campagna elettorale sull'avvio dei lavori del progetto di riqualificazione e rispetto alla pomposa presentazione in Accademia alla presenza entusiasta del vescovo, dove Muzzarelli era seduto in seconda fila e dove non è emerso nulla oltre ai soliti rendering.
Quello che c'è è solo una opera di pulizia.Per ultima, ma non meno significativa, la risposta fornita dall'ex sindaco rispetto al debito Imu accumulato dalla proprietà, accertato e confermato dal Comune e pubblicato da La Pressa.
Gianni Galeotti



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