Mezzetti in tandem con il nuovo amministratore Andrea Bosi, davanti all'ammanco da oltre 515mila euro in Amo, procede come uno schiacciasassi, a dispetto dei tentennamenti e giravolte Pd (Vaccari, Rando e Guerra hanno difeso a spada tratta Reggianini per poi scaricarlo), e ha imposto anche a Daniele Berselli l'addio.
L'unico scoglio è quello legato alla gestione della attività ordinaria della Agenzia, oggi tutta nelle mani di Berselli stesso: uno scoglio che però agli occhi inflessibili di Mezzetti nei corridoi di piazza Grande si dice essere un motivo in più per chiedere di procedere con l'allontanamento. Un atteggiamento deciso quello di Mezzetti che si scontra col silenzio di tutti gli altri sindaci dei Comuni soci (Righi a parte) e con quello del presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia che nelle sue uniche dichiarazioni puntò esclusivamente il dito contro la ex dipendente 'che aveva rubato'.
Al momento - lo ripetiamo - nessuno è indagato, nemmeno la ex dipendente - poichè a quello che risulta ufficialmente, la magistratura non ha ancora aperto un fascicolo, ma la questione politica e di opportunità procede in parallelo rispetto a quella giudiziaria.
Rispetto a Berselli ricordiamo che nell'intervista in esclusiva data a La Pressa la ex dipendente ha affermato di non avere 'mai avuto potere esecutivo rispetto ai bonifici', che le 'serviva sempre l'avallo con token e/o chiavetta del direttore o dell'amministratore di Amo' e di non aver 'fatto prelievi, semplicemente perché non era autorizzata, del resto le carte di credito e i bancomat (2+2) erano intestati al direttore e all'amministratore e l'autorizzazione a qualsivoglia operazione era possibile solo con codici collegati ai loro telefoni'. Del resto anche Rosati ha affermato ufficialmente che 'i pagamenti con bonifici erano autorizzati dal direttore' Daniele Berselli.
Giuseppe Leonelli

