L’Italia schiererà altri militari al confine con l’Ucraina e metterà a disposizione delle autorità di Kiev armi tecnologiche come gli antidroni Guardian, disturbatori di radar, sistemi di difesa contro eventuali attacchi alle infrastrutture. Sono oltre 600 i soldati che nelle prossime settimane partiranno per Ungheria e Bulgaria per proteggere l’area del Sud insieme agli altri reparti della Nato. Nè dà conto il Corriere della Sera di oggi a margine del resoconto di ieri tra Biden e Draghi.
L'Italia quindi obbedisce alle richieste americane e accetta una ulteriore escalation sulla strada dell'interventismo nel conflitto in Ucraina.
In Ungheria al nostro Paese potrebbe essere addirittura affidato il comando delle operazioni. La procedura è già stata avviata, i dettagli saranno inseriti nella 'delibera missione' che il Consiglio dei ministri approverà nei prossimi giorni e invierà poi al Parlamento per la ratifica.
Nonostante le proteste di M5S e Lega il governo garantirà questi invii di armi pesanti, senza un nuovo voto in Parlamento. A livello normativo sarebbe infatti sufficiente il decreto approvato l’1 marzo, poi convertito in legge che consentirà fino al 30 settembre di armare, senza distinzione tra armi leggere e pesanti, le autorità di Kiev.
Armi pesanti e militari ai confini: così l'Italia obbedisce agli Usa
Sono oltre 600 i soldati che nelle prossime settimane partiranno per Ungheria e Bulgaria per proteggere l’area del Sud insieme agli altri reparti della Nato
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