'La nostra proposta non prevede affatto di dare “soldi a pioggia”, ma di fornire bonus o sconti alle piccole-medie imprese per calmierare il “caro bollette” in base a criteri predeterminati, quali un significativo calo del fatturato negli ultimi due anni pandemia e la (documentata) incidenza dei costi sul bilancio. Le risorse, analizzando i dati del bilancio preventivo approvato dal Consiglio comunale a marzo, ci sarebbero eccome già in casa senza necessariamente attendere i ridotti stanziamenti del governo: il Comune di Modena difatti ha un fondo cassa di quasi 128 milioni di euro, un avanzo disponibile al 31 dicembre 2021 pari a oltre 7 milioni e mezzo di euro e i soli utili di Hera sono pari a 11 milioni e mezzo di euro, senza contare gli utili per lo smaltimento dei rifiuti (oltre 5 milioni di euro) - chiudono Baldini e Rossini -. Lo stanziamento di 150.000 euro approvato nell’ultimo bilancio per le utenze delle famiglie più in difficoltà e la rateizzazione delle bollette predisposta da Hera sono insufficienti per un Comune quale quello di Modena, che rispetto ad altri si trova in una situazione privilegiata grazie alle entrate (tasse, imposte e contributi di cittadini e imprese) che il territorio gli fornisce puntualmente: non si tratterebbe in parole povere di fare “assistenzialismo”, come sostenuto un mese orsono dal vice-sindaco Cavazza, ma di fornire nel periodo di crisi economica più grave dal dopoguerra ad oggi aiuti mirati anche alle piccole-medie imprese'.
‘Caro bollette, il Comune di Modena non rinuncia agli utili di Hera’
Il gruppo consiliare Fratelli d’Italia-Il Popolo della Famiglia replica alle parole pronunciate dal sindaco Muzzarelli
'La nostra proposta non prevede affatto di dare “soldi a pioggia”, ma di fornire bonus o sconti alle piccole-medie imprese per calmierare il “caro bollette” in base a criteri predeterminati, quali un significativo calo del fatturato negli ultimi due anni pandemia e la (documentata) incidenza dei costi sul bilancio. Le risorse, analizzando i dati del bilancio preventivo approvato dal Consiglio comunale a marzo, ci sarebbero eccome già in casa senza necessariamente attendere i ridotti stanziamenti del governo: il Comune di Modena difatti ha un fondo cassa di quasi 128 milioni di euro, un avanzo disponibile al 31 dicembre 2021 pari a oltre 7 milioni e mezzo di euro e i soli utili di Hera sono pari a 11 milioni e mezzo di euro, senza contare gli utili per lo smaltimento dei rifiuti (oltre 5 milioni di euro) - chiudono Baldini e Rossini -. Lo stanziamento di 150.000 euro approvato nell’ultimo bilancio per le utenze delle famiglie più in difficoltà e la rateizzazione delle bollette predisposta da Hera sono insufficienti per un Comune quale quello di Modena, che rispetto ad altri si trova in una situazione privilegiata grazie alle entrate (tasse, imposte e contributi di cittadini e imprese) che il territorio gli fornisce puntualmente: non si tratterebbe in parole povere di fare “assistenzialismo”, come sostenuto un mese orsono dal vice-sindaco Cavazza, ma di fornire nel periodo di crisi economica più grave dal dopoguerra ad oggi aiuti mirati anche alle piccole-medie imprese'.
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