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'Caro Muzzarelli, bocciare la sinistra fuori dal Pd è un clamoroso errore politico'

'Caro Muzzarelli, bocciare la sinistra fuori dal Pd è un clamoroso errore politico'

Il capogruppo di Art1 Paolo Trande risponde alla lettera del sindaco nella quale etichettava come 'inaccettabili' le critiche da sinistra al Pd. Ricordiamo che Trande sostiene Muzzarelli in maggioranza


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'Ho contato sino a cento prima di rispondere alla lettera aperta alle iscritte e agli iscritti del Pd di Modena da parte di Gian Carlo Muzzarelli: l'analisi, a mio avviso, risulta insufficiente, 'a passo di pellegrino': un piccolo passo in avanti ('il Pd ha perso referendum e amministrative' e sul 'tutto si tiene') ma prontamente regredisce sulle cause della sconfitta e diviene sbagliata (con toni ruvidi) nei confronti delle forze politiche e movimenti alla sinistra del Pd'. Così il capogruppo di Art1 Paolo Trande critica la lettera di Muzzarelli in vista del congresso Pd, una lettera nella quale il sindaco aveva affermato che 'i giudizi e i veti di una parte della sinistra scarica sul PD e sul suo segretario sono inaccettabili'.

Ed eccolo dunque lo scontro tra Trande e Muzzarelli e ricordiamo che il capogruppo di Art1 sostiene proprio la giunta di Muzzarelli, un sostegno indispensabile in termini numerici per il sindaco.

'Il Pd non ha solo perso il referendum 2016 e le amministrative 2017 (clamorosamente) ma ha perso tutte le tornate elettorali dopo il 'fuoco di paglia' delle europee 2014 (drogate dagli 80 euro e dalla bassa affluenza).

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Appare, poi, clamoroso che non si annoveri come una 'sconfitta politica sostanziale' il 37,7% di affluenza alle elezioni regionali del 2014. Quello fu il primo vero, grande segno, sottovalutato e nascosto che dimostrava l'inizio della nuova fase, avversa per il Pd - afferma Trande -. Mancano due anni alla prossima tornata amministrativa e un attento senso della prospettiva e lo studio dei trends storico-politici nazionali e modenesi consigliano cautela e senso del limite (il contrario dell'autolesionistico isolazionismo mostrato a Vignola, a Pavullo, a Finale Emilia etc etc). A Modena negli ultimi mesi si va costruendo una nuova compagine larga e plurale della sinistra progressista, dentro una dinamica nazionale unitaria. Abbiamo l'ambizione, e lavoreremo, per riunire le realtà politiche e civiche già esistenti e nuove che si svilupperanno nell'ambito del processo nazionale innescato da 'Articolo UNO-MDP' e 'Campo Progressista' ma che non escluderà nessuno, anzi, aprirà alle altre realtà politiche nazionali e civiche (tipo 'Per Me Modena'), con la massima condivisione e coinvolgimento (ab initio). Il modello è quello della attivazione sulla Legge Urbanistica Regionale che sta già producendo sensibili risultati (ci sono segni di resipiscenza da parte di un Pd sin qui sordo e arrogante che ha confezionato una proposta che elimina la pianificazione e il ruolo dei consigli comunali).
Sottovalutare tutto ciò e bollarlo come vecchio, secondo uno stucchevole schema che vorrebbe come modernità 'se stessi' anche se si ripropongono vecchie impostazioni liberiste, causa di scarsa crescita e disuguaglianza è, ripeto, un clamoroso errore politico. Ci aspettano due anni di governo della città impegnativi. Pur in un quadro complessivo di buon governo i problemi non mancano: dalle scarse risorse nazionali e locali (senza neanche l'IMU per i super-ricchi che in questi anni hanno concentrato altra ricchezza) per il welfare (sanità, aumenta la spesa privata anche in E-R!!), alle sicurezze e qualità della vita, alle politiche culturali da attuare (a partire dal Polo delle Arti Visive e all'ex AMCM), alla qualità del lavoro che si sta generando (forse è il caso di studiare che tipo di lavoro si sta generando senza fermarsi ai numeri relativi visti gli standard dell'ISTAT), sino alla gestione dei migranti'.

 
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