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Carpi, da Righi 73mila euro a Ciao Comunicazione. FdI attacca: 'Si alimenta sfiducia nelle istituzioni'

Carpi, da Righi 73mila euro a Ciao Comunicazione. FdI attacca: 'Si alimenta sfiducia nelle istituzioni'

'Sistema di affidamenti ricorrenti sempre verso i medesimi soggetti. È una circostanza che impone la massima trasparenza e chiarimenti immediati'


3 minuti di lettura

'Dalla determina del primo aprile 2026 emerge un impegno di spesa pari a 73.200 euro per attività di comunicazione istituzionale. Si tratta di una cifra tutt’altro che marginale, che impone spiegazioni chiare, dettagliate e immediate'. Così Annalisa Arletti, consigliere regionale e capogruppo in consiglio comunale per Fratelli d’Italia a Carpi, annuncia - dopo quanto pubblicato da La Pressa - un'interrogazione insieme al collega Enrico Fieni per fare luce su elementi che appaiono tutt’altro che secondari: dalla reale congruità della spesa rispetto ai servizi offerti, fino ai criteri che hanno determinato la scelta dell’agenzia incaricata.

 

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La società

Ciao Comunicazione negli ultimi mesi è stata protagonista di diverse operazioni a Modena, tra le quali il tentativo, poi sfumato, del Consiglio comunale di Modena di affidarle (era uno dei tre soggetti in lizza) l'intera comunicazione di tutti i gruppi consigliari con l'accordo dell'asse Pd-Fdi.
Con sede all'ex Cinema Cavour (comprata dalla Diocesi di Modena che lo liberò nel 2017 dai centri sociali con la promessa di creare un refettorio per i bisognosi), la società guidata da Matteo Seghedoni nei mesi scorsi aveva seguito anche il progetto Modena life per la riqualificazione dell'ex Alcatraz, progetto
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sostenuto dall'ex sindaco Giancarlo Muzzarelli, col famoso convegno alla presenza del vescovo Erio Castellucci di Modena.
Una 'scalata' quella di questa società nata nel 2021, che ha fatto un balzo importante nel 2024. Con determinazione 2 agosto 2024, la Regione Emilia Romagna, guidata allora da Stefano Bonaccini, aveva infatti affidato direttamente alla società Ciao Comunicazione srl l’incarico di ideazione, progettazione e produzione dei contenuti del Rendiconto di mandato 2020-2024, per un corrispettivo complessivo pari a 158.600 euro.
La società questo inverno ha poi ottenuto dal Comune di Modena un affidamento per i servizi di promozione turistica del Natale a Modena 2025 per un importo pari a 20.000 euro, Iva compresa.
Fdi aveva anche fatto una interrogazione in Regione per sapere se 'vi fossero rapporti di lavoro dipendente ovvero di lavoro autonomo, diretti o indiretti, tra soci, collaboratori o consulenti della società Ciao Comunicazione srl e membri della Giunta Bonaccini e loro parenti'. Il Direttore dell'Agenzia di informazione e comunicazione, Giuseppe Pace, in un documento ufficiale poi trasmesso ai consiglieri dalla sottosegretaria Manuela Rontini, ha negato questa circostanza.

 

L'attacco

'Non stiamo parlando solo di una spesa consistente, ma di un possibile sistema di affidamenti ricorrenti sempre verso i medesimi soggetti.
È una circostanza che impone la massima trasparenza e chiarimenti immediati, perché il rischio è quello di alimentare un intreccio poco limpido tra livelli istituzionali che i cittadini hanno il diritto di vedere dissipato senza ambiguità. Vogliamo sapere – incalza Arletti – su quali basi sia stato deciso di compiere l'affidamento che prevede un massiccio impegno di spesa. Ancora una volta ci troviamo davanti a decisioni che sollevano più interrogativi che certezze. È dovere della Giunta giustificare una spesa di questa portata e indicare quale valore concreto produca per la collettività'.
'Questo ultimo affidamento è l’ennesima dimostrazione di come la sinistra continui a raccontare la trasparenza come un valore, ma nei fatti assistiamo sempre agli stessi meccanismi: affidamenti diretti, cerchie ristrette, soggetti che in pochi anni passano da realtà marginali a interlocutori privilegiati delle istituzioni. Un meccanismo ben oliato, alimentato da cospicui soldi pubblici usati per finanziare sempre gli stessi soggetti', aggiunge Ferdinando Pulitanò, consigliere regionale presidente provinciale di Fratelli d’Italia.
'A questo si aggiunge un elemento ancora più preoccupante: la progressiva normalizzazione di pratiche che dovrebbero essere eccezionali. L’affidamento diretto, nato per rispondere a esigenze di urgenza o di semplificazione, diventa invece la regola, svuotando di fatto il principio della concorrenza e penalizzando tutte quelle realtà sane che restano sistematicamente escluse - spiega il consigliere regionale -.
Non è solo una questione amministrativa, ma un problema politico e culturale. Si crea un sistema chiuso, autoreferenziale, in cui il merito passa in secondo piano rispetto alla prossimità politica o relazionale. Così si mortifica il tessuto imprenditoriale locale, si scoraggia chi vorrebbe investire e si alimenta sfiducia nei confronti delle istituzioni'.
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