‘Se questo è il metodo, anche noi ci permettiamo di dubitare delle conoscenze di Vaccari su Aimag e delle sue competenze imprenditoriali. Con l’onestà intellettuale evocata e con la conoscenza dei numeri ci permettiamo di dire che il racconto sullo stato di Aimag è quantomeno surreale.
Prima di pontificare, Vaccari si faccia qualche domanda: come mai i conti sarebbero peggiorati proprio in parallelo con la crescente pressione di Hera e dei suoi fan per prendere il controllo dell’azienda? Come mai i dati aggiornati, che dimostrerebbero una irrimediabile caduta di Aimag, non sono ancora stati forniti ai consiglieri comunali? Forse perché da quello che trapela non sono poi così tanto catastrofici? Ad esempio: pare che l’EBITDA (Margine Operativo Lordo che indica la capacità di una azienda di produrre ricchezza) sia in costante e significativa crescita (€ 65,5 mln nel 2024 contro i 60,4 mln nel 2023) e che la PFN (posizione finanziaria netta, l’indebitamento netto di una azienda) si assesti tra i 160 e 170 mln di € rispetto ai 209 del 2023, un recupero prodigioso - continuano gli ex sindaci -. Come mai allora bisogna “salvare Aimag e per “salvarla” dovremmo regalarne il controllo ad Hera? Ci risparmi, per cortesia, la favola del controllo strategico in una impresa dove il socio di minoranza nomina il management e ha la maggioranza nel consiglio di amministrazione’.
‘Se il PD è ancora una comunità democratica dove si discute e ci si confronta liberamente, allora anche in questo territorio abbiamo il sacrosanto diritto/dovere di discutere di un tema importante come il futuro della multiutility che ha creato e che da più di 50 anni serve dignitosamente i cittadini dell’area, senza diktat dall’alto o, peggio ancora, da potentati economici e finanziari.



