'Per il resto devo ammettere che il sindaco se l’è cavata molto più dignitosamente del suo socio di maggioranza, il Pd, che ne esce scosso da forti scomposte fibrillazioni che hanno portato i più irriducibili all’esplosione a scoppio ritardato (nella successiva interrogazione) di esternazioni livorose verso FdI, che svolgeva correttamente e con parole misurate il compito di opposizione, assieme alle altre. Richiamata all’ordine l’autrice dell’intemperanza ha fatto ammenda. Certamente non è stata una buona giornata per i consiglieri del Pd. L’affermazione categorica del sindaco che la vicenda AMO, molto grave, richiede un totale reset e la precisazione che la norma vigente affida la responsabilità del controllo a tre organi interni: il Revisore legale dei Conti, l’Amministratore unico e il Collegio sindacale, tutti e tre intrisi di Pd fino al midollo, che evidentemente non sono stati all’altezza, è stato un colpo molto doloroso. Una constatazione di responsabilità politica dell’ex Amministratore unico, oggi, vertice della attuale Segreteria provinciale del partitone. Un colpo che ha fatto sbarellare i duri e puri'.
'Ora, nell’attesa di sviluppi all’interno del Pd, che sicuramente non mancheranno, questo glielo auguro di cuore, mi consolo con l’apertura da parte del sindaco a rivedere o mettere a punto il regolamento sulle nomine nelle partecipate, oggi, una specie di lotteria dalla quale escono vincitori sempre e solo affiliati al PD e dintorni. Se andrà in porto verrà tappata una grossa falla di matrice politica, che inquina e svaluta il ruolo delle partecipate e, nel contempo, la riapparizione dei titoli di merito, competenza ed esperienza nell’orizzonte modenese, scomparsi troppo a lungo, sicuramente un fatto generale molto positivo, rafforza anche il ruolo delle opposizioni - chiude la Modena -.



