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'Commissione antimafia, il monito a non tacere è il nostro faro'

'Commissione antimafia, il monito a non tacere è il nostro faro'

Cinzia Franchini (Modena Ora): 'Parole importanti dal presidente Morra, io e Catia Silvia, nell'associazione e nelle istituzioni, le abbiamo sempre seguite'


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“Condividiamo totalmente le parole del presidente della commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra, oggi a Modena, sia sull’importanza del ruolo dei corpi intermedi nella prevenzione e diffusione della cultura della legalità sul territorio, sia sull’importanza di non tacere e denunciare i comportamenti illeciti. Condividiamo a tal punto queste parole che sia la nostra candidata sindaco Cinzia Franchini, sia la candidata consigliere Catia Silva ne hanno fatto un faro nel loro percorso all’interno delle associazioni di categoria e all’interno delle istituzioni”. Così in una nota la civica Modena Ora interviene sulle audizioni odierne a Modena della Commissione antimafia.

Sono stata la prima presidente di una associazione di autotrasporto a costituirsi parte civile a un processo per mafia, col risarcimento riconosciuto dalla sentenza di primo grado di Aemilia. E dello slogan ‘Perché tacere’ feci sette anni fa il primo forum nazionale sulle infiltrazioni mafiose nella logistica e nei trasporti – ricorda Cinzia Franchini -. Credo che il monito del presidente Morra vada raccolto oggi, da tutti, indipendentemente da appartenenze politiche, esattamente come ha fatto qualche anni fa Catia Silvia che denunciò per prima le infiltrazioni ndranghetiste in quella Brescello poi commissariata per mafia”.

“Anche oggi, terminato l’impegno all’interno della associazione di categoria, in questa nuova esperienza civica ho voluto che la legalità fosse al centro, sfondo e primo piano di ogni nostra proposta – chiude Cinzia Franchini -.

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Ricordo in particolare che il nostro programma prevede di creare un database comunale integrato, pubblico e aggiornato annualmente, che consenta una mappatura costante dei reati spia commessi nel modenese che possono essere ricondotti alla attività della criminalità organizzata. Un database che ovviamente parta dalla relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia regionale per integrarlo e declinarlo con i dati strettamente localiCome esiste il registro tumori provinciale, occorre creare un registro dei reati che indicano la presenza delle mafie sul territorio: dagli incendi di automezzi ai roghi estivi di esercizi commerciali e aziende agricole, dai danneggiamenti dolosi alle denunce di estorsione. Ricordiamo che con 3000 segnalazioni di reati spia in un semestre, l’Emilia Romagna risulta la quarta regione d’Italia dietro a Lombardia, Campania e Lazio”.

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