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Criminalità a Modena, il Pd sente odore di bruciato

Criminalità a Modena, il Pd sente odore di bruciato

Il Pd di Muzzarelli e il Comune decidono di uscire dal fortino di piazza Grande e scoprono finalmente ciò che i modenesi sanno già da anni


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Dopo avere parlato inutilmente e goffamente per anni di sola 'percezione di pericolo', e di 'situazione sotto controllo', di 'impegno costante del Comune per garantire sicurezza ai modenesi', di fronte al dilagare della criminalità e del degrado di interi quartieri, di 'interventi risolutivi' per risolvere situazioni drammatiche come quella di viale Gramsci, Errenord, dei parchi cittadini, di piazza Tien An Men, della stazione ferroviaria e di quella delle autocorrirere e di altri covi della malavita organizzata, semplice e minorile, di spaccio, prostituzione, aggressioni e risse, il Pd di Muzzarelli e il Comune decidono di uscire dal fortino di piazza Grande e scoprono finalmente ciò che i modenesi sanno già da anni: l'insostenibilità della attuale situazione dell'ordine pubblico in città.

E lo fanno in termini che nascondono un grande imbarazzo, scrivendo una lettera al Prefetto e al Questore (qui l'articolo), dando cioè la responsabilità ad altri, passando la patata bollente allo Stato, dopo avere sostenuto per anni di essere loro, in quanto amministratori comunali, ad avere il controllo della situazione, di avere progetti e programmi, mezzi e idee per affrontare il problema della sicurezza in città. Ma senza ricordare che è da oltre un anno che il sindaco aspetta invano una risposta del ministro degli Interni Lamorgese da lui invitata a Modena per chiederle l'aiuto dello Stato.
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Senza protestare pubblicamente per l'invito snobbato, diversamente di quanto fece con dichiarazioni di fuoco quando analogo invito non venne accolto dal suo predecessore al Viminale, Salvini.
Ma la Giunta Muzzarelli e il Pd scoprono solo ora, di fronte ad una rabbia montante dei cittadini e dunque anche di elettori del Pd, che occorre dare risposte serie e concrete e non solo demagogiche e retroriche al loro grido di allarme trasformati in sit in, in petizioni, in raccolte di firme, in lettere di protesta ai giornali, con la costituzione di Comitati di cittadini esasperati. Tutto inutile, con appelli puntualmente disattesi e inascoltati dalla Giunta comunale, comprese le interrogazioni delle minoranze in consiglio comunale, con un atteggiamento di arroganza e superbia che ha dato i risultati che sono sotto gli occhi di tutti.

Cesare Pradella
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Giornalista pubblicista, è stato per dieci anni corrispondente da Modena del Giornale diretto da Indro Montanelli, per vent'anni corrispondente da Carpi del Resto del Carlino, per cinque anni addetto...   

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