Non solo le spese di organizzazione coperte all’83% da Comune e Regione (150.000 euro per il 2026 divise tra i 100 del Comune e i 50 della Regione, che se si considerano le edizioni dal 2020 arrivano a 880.000 euro), ma anche la firma di una convenzione che lega a doppio filo l'organizzazione di Dig Festival, quest'anno intitolato Bella Ciao come la festa provinciale dell'Unità di Modena di alcuni fa, con il Comune principale e fondamentale finanziatore che impegna il Comune stesso a 'co-costruire' il programma. Tutto nero su bianco, in maniera chiarissima. Leggiamo: 'Il Comune si impegna a fornire all'associazione DIG suggerimenti ed indicazioni utili alla definizione del programma e collaborare alla costruzione del programma'. Ma non solo. A rendere l'organizzazione del festival non solo dipendente dai finanziamenti pubblici, ed in particolare da quello del Comune, ma anche influenzata nel merito del programma, in virtù della convenzione, dal potere politico dell'Amministrazione Comunale e del sindaco, è anche un altro punto della convenzione stessa: 'Il Comune si impegna a condividere il programma dell'associazione....verificando l'adeguatezza e la coerenza delle iniziative, dei temi e dei soggetti individuali e collettivi coinvolti'. Altro che indipendenza, altro che controllo e cane da guardia del potere economico e politico.
Qui c'è un finanziatore pubblico che non solo garantisce in toto, vista l'ingente somma stanziata, l'esistenza stessa del Festival, ma si impegna a costruire il programma e ad avere il diritto di 'sindacare' sulla coerenza (poi rispetto a cosa? allo spirito del Bella Ciao?), non solo del programma ma anche dei soggetti individuali e collettivi che lo compongono. Immaginiamo quindi anche sull'opportunità e la coerenza di ospiti come Francesca Albanese, nonostante le polemiche dello scorso anno che portarono lo stesso sindaco di Modena a 'pentirsi' di averla omaggiata con il riconoscimento simbolo della città. Il cane da guardia del potere che l'immagine e la filosofia del festival e del giornalismo investigativo dovrebbe rappresentare crolla nei punti della convenzione in salsa modenese: il cane diventa mansueto e finisce di fatto per rispondere al potere che dovrebbe controllare.
Una questione di opportunità che non è solo organizzativa ma finisce sul piano deontologico. Nel giornalismo, in particolare in quello d’inchiesta, la separazione tra chi detiene il potere e chi lo monitora deve essere netta. Quando una convenzione assegna a un ente pubblico, dal quale in questo caso il Festival dipende economicamente, il diritto di entrare nel merito della programmazione, la terzietà sfuma.
Soprattutto se i tavoli tecnici vedono la partecipazione diretta della 'politica' nella scelta dei panel, come appunto specificato nella convenzione.
In questo contesto anche il titolo Bella Ciao dato all'edizione 2026 del Festival, pare chiudere un cerchio. Con tanto di spiegazione sul significato del canto partigiano e sedicente antifascista che presuppone, come per altro è successo diverse volte lo scorso anno, una serie nutrita di attacchi e critiche al governo in carica. Ma questo, a differenza della convenzione che è scritta nero su bianco, è per ora solo una ipotesi che verificheremo sul campo. Fatto sta che se si considera la pressoché totale dipendenza economica da Comune e Regione, il diritto e l'impegno del Comune principale finanziatore a costruire ed entrare nel merito del programma e nella valutazione di coerenza, unito al fatto che questi elementi abbiano portato al via libera al titolo Bella Ciao, , ce ne è forse abbastanza per indebolire l'immagine indipendente, libera e autonoma del Festival. Anche solo percepita. Scegliere come manifesto un simbolo reso identitario e fatto proprio della stessa maggioranza politica che eroga l'83% delle risorse finanziarie necessarie per realizzare il festival, contribuisce alla costruzione del programma e valuta la coerenza dei soggetti e delle iniziative che ne faranno parte, sfuma nei fatti quell'indipendenza, quel pluralismo e quell'autonomia che dovrebbero essere garantiti.
Gi.Ga.