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Dimissioni vescovo Carpi, ecco perché intercettazioni sono rilevanti

Dimissioni vescovo Carpi, ecco perché intercettazioni sono rilevanti

'Ma soprattutto la loro rilevanza penale non deve offuscare la loro rilevanza etica, morale e amministrativa'


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Le dimissioni del Vescovo hanno riaperto le ferite, non ancora rimarginate, di chi aveva creduto nella scalata al Comune.

Non è ancora il momento di fare vera chiarezza sugli intrallazzi fra le diverse liste e persone che volevano far fuori Alberto Bellelli, con i mezzi che sappiamo. Ma mi preme dire la mia sulle intercettazioni diffuse, visto che la combriccola del Blasco ci sta marciando sopra e visto che sono vicino ad alcune delle persone coinvolte (i buoni) piuttosto che ad altre (i cattivi).

Le conversazioni che sono uscite sui giornali non sono state rubate nottetempo in formato MP3 dai CD custoditi in una cassaforte della cancelleria del Tribunale, o consegnate da inquirenti mascherati in una valigetta di pelle in un garage sotterraneo. Ma sono tratte dall'informativa ufficiale dei Carabinieri, che è stata consegnata, dopo la fine delle indagini, agli indagati, ai querelanti e alle altre parti coinvolte che ne abbiano fatto richiesta al Tribunale, a termini di legge.

Dire che sono state diffuse in barba alla normativa è una balla, perché dopo la chiusura delle indagini sono documenti pubblicabili, laddove siano stati ricevuti legittimamente - ovvero: da una delle persone che aveva diritto a chiederle al Tribunale.

Dire che sono irrilevanti è altrettanto una balla, perché le centinaia di intercettazioni contenute nell'informativa sono già state selezionate a monte dagli inquirenti, fra le decine di migliaia di telefonate registrate.
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Inquirenti che hanno deciso o meno di attribuire ad esse una rilevanza per le indagini. Dire che non hanno rilevanza significa, per questo, sconfessare il lavoro degli inquirenti. È vero che, a volte, per capire come mai una certa intercettazione abbia rilevanza e sia nel faldone bisognerebbe leggere tutto il faldone. Ma se c'è, un motivo c'è per forza.

Comunque la loro rilevanza ai fini di una indagine penale è cosa diversa dal giudizio finale di un giudice, perché il giudice valuta il quadro complessivo e anche altri elementi quali, per esempio, la sostenibilità in giudizio, il valore delle prove, la reale punibilità in base alla giurisprudenza e altro.

Ma soprattutto la loro rilevanza penale non deve offuscare la loro rilevanza etica, morale e amministrativa. Perché un conto è che una azione sia un reato. Un conto è che un amministratore, che abbia a cuore il bene pubblico che amministra, non debba mai commetterla a prescindere che sia un reato o meno. È su questo che invito tutti a riflettere meglio prima di esprimere giudizi.

Roberto Benatti
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