“Lo scorso 11 dicembre sono stato informato dell’esistenza di un dossier che riguardava la mia persona, e del fatto che tale carteggio era stato divulgato a diverse testate giornalistiche. Vorrei precisare che, ad oggi, né io né il mio legale abbiamo avuto la possibilità di prendere visione di tali documenti. Da quanto mi è stato riferito, nel dossier si allude ad un vantaggio economico di cui avrei goduto nell’acquisto di un appartamento effettuato dai miei genitori. Si affermerebbe, inoltre, in modo del tutto falso e diffamatorio, che tali favori sarebbero il risultato di uno scambio di cui avrebbe beneficiato il venditore dell’appartamento, imprenditore carpigiano, nella concessione di diritti edificatori. Non appena sono venuto a conoscenza di questa vicenda ho agito come avrebbe agito ogni cittadino perbene: mi sono recato alla caserma dei Carabinieri sollecitando una verifica sugli atti oggetto dell’infamante accusa ed ho presentato denuncia querela per tutti i reati configurabili nelle condotte che ho esposto. Denuncia querela nei confronti di ignoti, poiché sono totalmente all’oscuro di chi siano gli autori di questa ignobile operazione”. Così il sindaco di Carpi Alberto Bellelli sul caso del dossieraggio che vede indagato Morelli e alcuni esponenti della Lega guidata dallo stratega Stefano Vernole.
“Non ho voluto, né avrei potuto, informare l’opinione pubblica di tale iniziativa, e ciò all’evidente fine di tutelare la riservatezza delle indagini.
Ritengo che le indiscrezioni giornalistiche apparse oggi sul quotidiano Il Resto del Carlino, che sono una evidente conseguenza della mia denuncia, siano gravissime e oggi possano finalmente essere commentate. Ho sempre operato in maniera leale nei confronti di questa comunità che ho l’onore di rappresentare. Sapere di essere oggetto di un dossieraggio che aveva come unico obiettivo screditare la mia persona e la mia famiglia, mi mette nella condizione di essere parte lesa e in questa condizione si trovano, a mio parere, anche tutti i cittadini di Carpi che stanno assistendo a uno spettacolo bieco che non può caratterizzare un civile dibattito elettorale. Le indiscrezioni lette sul quotidiano, secondo le quali, a parere degli inquirenti, l’artefice del piano sarebbe il vice Sindaco e assessore Simone Morelli, rimangono tali fino al vaglio della magistratura. Sono tuttavia sufficienti ad incrinare il rapporto di fiducia nei confronti dello stesso, al quale ho oggi revocato le deleghe.



