Eccolo qua, come da settimane pubblicato dalla nostra testata, il volto anti-Pd Modena: Stefano Prampolini. Sessantadue anni, ex consigliere comunale anni '90 della Lega, ex segretario del Carroccio bossiano, passato al Cdu di Rocco Buttiglione, da 20 anni impegnato unicamente nella sua veste di commercialista, improvvisamente ricatapultato alla ribalta politica modenese nel momento più delicato da 70 anni a questa parte. Nel momento in cui la possibilità di scardinare il Sistema Modena, fatto di un intreccio tra partito di centrosinistra, coop e istituzioni è concreto. Un momento storico irripetibile, forse, e che non durerà in eterno, considerato il probabile declino della favorevole (in chiave anti-Sistema a Modena) congiuntura nazionale.

La candidatura di Stefano Prampolini, svelata da La Pressa un mese e mezzo fa, all'indomani della Festa leghista a Sassuolo, nasce tutta in casa Lega-Modena senza nessun placet nè dal segretario regionale Gianluca Vinci nè tantomeno dal livello nazionale. E' frutto di fatto del pensiero della mente leghista, ex Msi, Stefano Vernole che con il commercialista Prampolini ha un rapporto di vecchia data e che infatti accolse la notizia data in anteprima da La Pressa con una sobrietà da lord. Vernole ha scelto Prampolini tre mesi fa e così è stato presentato da giorni ai possibili alleati: come scelta fatta, nome scritto nella pietra, parola non torna indietro, giurin giuretto. E in un mondo politico dove i fondamentali sono saltati, dove la mediazione e la ricerca dell'accordo sul nome migliore è solo una stagionata chincaglieria, dove i programmi sono ridotti a foglietti e le alleanze a contratti notarili, ci si illude che il meccanismo funzioni. Per ora. Per la gioia, immaginiamo, di Muzzarelli al quale di confrontarsi con l'anonimo coetaneo Prampolini, nè fresco come un civico nè esperto come un politico, forte esclusivamente del marchio Lega, non sembra vero.
Leo



