'Era il 4 giugno 2018 quando il Consiglio comunale approvava la deliberazione che sottoscriveva l'accordo di programma sul Sant'Agostino, sulla carta il contributo di Piazza Grande all'iter del progetto sarebbe dovuto terminare lì. Ma in tutta questa lunga vicenda, iniziata nel 2005 con la stipula di un accordo privato tra Comune, Ministero e Fondazione Cassa di Risparmio, i colpi di scena non sono davvero mancati'. A parlare è Stefano Soranna della Lega Nord di Modena.
'Innanzitutto ci pare improprio chiamarlo ancora Progetto Gae Aulenti, il simbolo dell'intervento erano le due torri librarie che il Tar ha fortunatamente bocciato (dopo un ricorso di Italia Nostra), mentre sono di questi giorni i rumors che darebbero per tramontata l'idea del trasferimento di parte della Biblioteca Estense. Ma per non urtare la sensibilità del sindaco, lo chiameremo ancora così - ironizza Soranna -. Nel Consiglio Comunale del 4 ottobre 2018, a sorpresa, l'assessore Vandelli chiede un voto politico con l'approvazione di una delibera, non necessaria, per rendere noto che le osservazioni di Italia Nostra e degli Amici del Sant'Agostino erano state controdedotte; nei fatti quel consiglio si trasforma in uno scomposto show del primo cittadino, unico obiettivo attaccare Italia Nostra e Giovanni Losavio.
Il poco edificante utilizzo delle istituzioni gli ha peraltro causato attacchi dai suoi stessi alleati. Ma non finisce qui, l'11 ottobre, Comune, Fondazione, Provincia e Ministero firmano l'accordo di programma definitivo, ma con un colpo di scena, la Giunta chiede nuovamente un voto al Consiglio xomunale, convocando per martedì 16 ottobre una nuova commissione; il Consiglio dovrà poi approvare la delibera di ratifica dell'accordo di programma che contiene le varianti al PSC, al RUE e al POC'.'Ebbene in questa nuova delibera la Giunta Muzzarelli sembra accogliere proprio il punto 1 delle Osservazioni che lo stesso Losavio gli aveva inviato, in particolare l’impossibilità di demolire tout court vasti corpi di fabbrica del Complesso con motivazioni di “prioritario pubblico interesse”. Al punto XI.2 (pag. 26) della nuova Delibera, infatti, l’Amministrazione rende noto che il Segretariato Regionale per l’Emilia Romagna del MIBAC “ha trasmesso le proprie osservazioni, proponendo modifiche allo Schema di Accordo di Programma.” Proprio perché, come aveva giustamente osservato Italia Nostra nella propria relazione, “la Soprintendenza aveva esplicitamente sospeso il giudizio nel merito di ogni previsione del progetto architettonico, limitandosi ad esprimere il proprio consenso alla variante urbanistica, dunque su un tema estraneo alla propria attribuzione istituzionale”: ora il MIBAC cerca di porvi rimedio, anche



