L'inaugurazione del
nuovo supermercato Esselunga in via Canaletto segna la conclusione di una vicenda lunga 25 anni, più volte raccontata, che ha coinvolto non solo un acceso scontro commerciale e giudiziario su quello che anche nel libro di Bernardo Caprotti Falce Carrello venne definito, per Modena, monopolio di fatto, nella grande distribuzione, delle cooperative rosse, ma anche risvolti politici e amministrativi che hanno segnato la storia della città, da sempre governata dal PCI poi PDS poi DS poi PD. Il taglio del nastro, immortalato in una foto simbolica, vede di nuovo uniti, pur in un atteggiamento diverso: Mezzetti oggi sindaco che plaude sorridente, e Muzzarelli, ex sindaco, che tiene una mano in tasca, non applaude, non sorride e una volta gratificato dai flash dei fotografi gira sguardo e spalle alla scena. Sindaco attuale e suo predecessore. In un cerchio che chiude anche iconicamente una vicenda commerciale, urbanistica e giudiziaria ma che non chiude, anzi ricorda, e sancisce, quella politica. In continuità con se stessa. Perché nel gioco dei destini incrociati della politica, Mezzetti e Muzzarelli, nel 2000, quando Bernardo Caprotti acquistò l'area poi bloccata nel suo sviluppo dal confinante, e vincolante, fazzoletto di terra del comparto dell'ex Consorzio e delle
officine Rizzi, acquistato ad un prezzo esorbitante da Coop Estense, erano compagni di partito, con incarichi amministrativi e di governo.Massimo Mezzetti era stato (e lo rimase fino al 2021), addirittura segretario del PDS dove Muzzarelli militava, guidando di fatto la transizione modenese verso i Democratici di Sinistra. Ma sotto l'insegna del PDS, Mezzetti era anche assessore a Modena, mentre Muzzarelli proveniva da anni di vicepresidenza della provincia con deleghe pesantissime (di fatto da presidente), anche sulle politiche territoriali e ambientali. Entrambi, sempre in quota e rappresentanti del medesimo partito, vennero eletti in Consiglio Regionale. A venticinque anni di distanza dall'elezione dei 'compagni' Mezzetti e Muzzarelli al consiglio regionale e dal giorno in cui Caprotti, acquistando un'area ex industriale già vista come strategica fu trascinato in una battaglia epocale contro lo strapotere delle coop rosse, i due si sono ritrovati l'altro ieri sotto la stessa insegna. Davanti allo stesso nastro inaugurale. Il primo da sindaco, il secondo da ex. Ma sempre simboli dello stesso sistema di potere. Insieme a Carlo Giovanardi, uno dei simboli di un centro destra a Modena da sempre all'opposizione, e che a Modena di quella battaglia che denunciava lo strapotere delle coop rosse e la vicinanza politica
alle amministrazioni Pds-DS e PD, ne fece un vessillo politico, ma che nei fatti non ebbe mai la forza, e soprattutto in periodi più recenti forse anche la volontà, di contrastarlo davvero, quel sistema di potere. Nemmeno quando sotto l'insegna del PDL candidò a sindaco l'uscente rettore dell'università di Modena Giancarlo Pellacani.
Fatto sta che i volti di quel sistema rimangono quelli, compreso quello di Mezzetti che nuovo, per Modena, risulta solo a chi ha l'età dell'assessore Federica Venturelli ma non a chi ha i capelli bianchi, e che Mezzetti lo ricorda circondato da D'Alema, Muzzarelli e un giovane Bonaccini, referente dei giovani comunisti, da segretario di partito, nella chiusura della sede dell'ex partito comunista in viale Fontanelli.
In una storia lunga, tornando ad Esselunga, un quarto di secolo; storia che Giovanardi, a nome dei Popolari e Liberali, riassunse in un fumetto denuncia, donato l'altro ieri alla figlia di Bernardo Caprotti, presente all'inaugurazione del nuovo supermercato. Circondato da quegli interventi urbanistici pubblici che il Comune, in nome dell'accordo di programma, ha spinto Esselunga a realizzare: dalle rotatorie alle ciclabili al parcheggio multipiano donato alla città, dalle palazzine a edilizia sociale realizzate dal comune che nonostante i prezzi da capogiro, anche di
costruzione, non comprendono garage e posti auto pari al numero di appartamenti, nemmeno in superficie,
Comparto sbloccato di fatto, nella sua realizzazione, a partire dal 2012, quando l'Antitrust intervenne, multando, Coop per abuso di posizione dominante, preludio ad una sentenza del Consiglio di Stato che sancì le ragioni di Esselunga e pose le condizioni per aprire, dal 2016, alle varianti urbanistiche e a quei progetti di insediamenti commerciali e residenziali che, solo oggi, stanno trasformando l'area, per 25 anni vittima di quel sistema di potere che sotto diverse forme, ha ancora la stessa faccia. Con o senza Esselunga.
Gi.Ga.