“Caro consigliere Bargi, apprendiamo dai media che lei è uno di quei “furbetti” che ha usufruito, legalmente ma del tutto impropriamente, per ben due volte, del bonus da 600 euro previsto per i lavoratori autonomi in difficoltà. Lei sostiene che è stata la sua associazione di categoria, automaticamente, a farne richiesta. Risulta però che per tali operazioni occorra la firma del lavoratore autonomo a testimonianza della propria volontà espressa.
Vede quello che lascia l’amaro in bocca al cittadino, ancora di più a quello che si è trovato fermo con il proprio lavoro, non è tanto il fatto che lei ha utilizzato, in maniera legale, fondi pubblici per sostenere la sua attività, ma che i fondi pubblici a cui lei ha accesso mensilmente non sono solo i 600 euro, ma anche i 7mila che le corrisponde la Regione Emilia-Romagna come consigliere regionale (la cifra non le è mai venuta meno in questi mesi)'.
Così si apre l'intervento del segretario provinciale PD Davide Fava rivolto al Consigliere regionale Lega Stefano Bargi che ieri ha dichiarato di avere ricevuto il bonus di 600 euro destinato alle partite Iva in qualità di socio di una impresa che gestisce un locale.
'Ora lei afferma di non
Fava (PD) in cattedra: 'Politica senza etica spettacolo inguardabile'
Il segretario provinciale PD si rivolge al Consigliere regionale Lega Bargi sul bonus 600 euro: 'Per ottenerli serve la firma.
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