'Le improvvise dimissioni del vescovo di Carpi Francesco Cavina aprano scenari nuovi per il territorio modenese, alcuni dei quali credo vadano scongiurati con forza. Lascio alla dimensione personale e strettamente umana la decisione del vescovo di Carpi, contro il quale ricordo i giudici non hanno ravvisato alcun reato, di lasciare l'incarico. Sottolineo solo come da tempo Forza Italia rimarchi un deficit di garantismo nel nostro paese e un uso distorto delle intercettazioni. Detto questo la nomina del vescovo di Modena Erio Castellucci come amministratore della diocesi carpigiana è da accogliere con attenzione, non ovviamente per il profilo di sua Eccellenza, quanto per la possibilità che questa scelta della Chiesa di Roma sia da intendere come il primo passo di un processo di fusione tra le due Diocesi. Una ipotesi credo assolutamente da evitare'. Così il capogruppo di Forza Italia in Regione Andrea Galli. 'Il vescovo Castellucci ha ribadito correttamente subito che il suo mandato non è quello di unificare le realtà, ma indubbiamente la direzione generale è quella di accorpare realtà diocesane italiane - continua Andrea Galli -. Per il nostro territorio un simile accorpamento significherebbe cancellare la peculiarità di due realtà storicamente distinte, percepite come tali da fedeli e cittadini, realtà tradizionalmente in dialogo fruttuoso tra loro, vicine pur nella loro diversità. Una fusione che allenterebbe il contatto con una terra ancora profondamente segnata dal terremoto del 2012, con chiese ed edifici sacri ancora in attesa di una ricostruzione. Di questa peculiarità modenese e carpigiana occorre tenere conto e per questo auspico che presto, dopo questa fase di transizione, si torni a una netta distinzione tra le due diocesi'.
Galli (FI): 'No a possibile fusione tra le diocesi di Carpi e Modena'
Dopo le dimissioni di Cavina: 'Una fusione che allenterebbe il contatto con una terra ancora profondamente segnata dal terremoto del 2012'
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