“La lettura dei testi delle intercettazioni legate all’indagine sul caso Carpi, per quanto penalmente non rilevanti, è assolutamente sconcertante'.
Così il segretario provinciale Pd Davide Fava commenta le intercettazioni pubblicate in esclusiva da La Pressa riguardanti i colloqui tra il leader Lega Stefano Vernole (non indagato) e il vicesindaco Pd Simone Morelli, colloqui nei quali viene ripetutamente citata la moglie di Muzzarelli.
'Leggere che un esponente della Lega non esita a paragonarsi a un esponente della famigerata banda della Magliana lascia senza parole. In assenza di una smentita dei diretti interessati, ci si chiede se Carpi non fosse per la Lega solo un punto di partenza e la metodologia utilizzata una sorta di standard da esportare su tutto il territorio. E’ questa la forza politica che cerca di accreditarsi come candidata a governare le nostre realtà? Alla luce di quanto letto in queste ore si capiscono meglio certe campagne sui media – non solo Carpi, penso anche ad esempio al San Filippo Neri – orchestrate ai soli fini elettorali, portate avanti calpestando persone e reputazioni. L’obiettivo è coprire l’assoluta mancanza di contenuto politico, agitando fumo e falsità. Se è vero quanto pubblicato con le intercettazioni, trovano implicita risposta le tre domande che, a fine marzo, il segretario cittadino Pd Bortolamasi aveva rivolto alla Lega: se erano a conoscenza che il loro stretto collaboratore Stefano Soranna stava “lavorando” al dossier di Carpi? Cosa ne pensavano di queste modalità di condurre il confronto politico? E se si sentivano di escludere che fossero in corso azioni analoghe in altri comuni a partire dal capoluogo? Modena, Carpi e tutti i comuni al voto in maggio meritano certamente di meglio - chiude Fava -. Auspico che quanto traspare dalle intercettazioni o possa essere smentito oppure che la Lega voglia mettere al bando soggetti che si vantano di procedere con simili modalità operative e non disdegnano di associarsi con elementi di pari livello morale anche se, almeno ufficialmente, avversari. Le nostre città hanno bisogno di amministratori seri e competenti, non di “dossieristi infamanti”.



