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'Inceneritore Modena: in attesa del promesso spegnimento, aumentare indennizzo che Herambiente versa sugli speciali'

'Inceneritore Modena: in attesa del promesso spegnimento, aumentare indennizzo che Herambiente versa sugli speciali'

La società di Hera che gestisce l'impianto, paga su quei rifiuti un indennizzo che sembra non conoscere inflazione


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'Il Comitato Modena Salute Ambiente ha chiarito cosa succede con l'inceneritore di via Cavazza: dal 2013 al 2025 gli speciali bruciati sono più che raddoppiati e monossido di carbonio e ossidi di zolfo, pur entro i limiti annui, sono ai massimi da tredici anni. Adesso resta una domanda. Perché Herambiente, la società di Hera che gestisce l'impianto, paga su quei rifiuti un indennizzo che sembra non conoscere inflazione, mentre nel 2026 la tariffa di famiglie e imprese è salita tra il 3,86% e il 5%, anche per l'inflazione?' Così in una nota, l'ex consigliere comunale Vittorio Ballestrazzi.

 

'Il disagio ambientale è l'indennizzo riconosciuto ai Comuni che ospitano un impianto per compensarne gli impatti. A Modena vanno 8,16 euro a tonnellata bruciata, meno di un centesimo al chilo.
L'importo è uguale, ma la fonte giuridica è diversa. Sugli urbani lo stabilisce la regolazione pubblica, con atti di Regione e Atersir, e lo pagano in bolletta famiglie e imprese dei Comuni che conferiscono. Sugli speciali la norma regionale non prevede alcun indennizzo: esiste solo per un protocollo tra Comune e Herambiente (delibera di Giunta 663/2022), e lì il gestore applica prezzi di mercato. Il disagio è lo stesso, che bruci un rifiuto urbano o uno speciale.
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E c'è l'effetto cumulo: il forno lavora giorno e notte per gran parte dell'anno e i suoi inquinanti si sommano tra loro e a quelli delle altre fonti del territorio. Come ricorda il Comitato, nessuna norma fissa un limite per questo effetto. Sugli urbani non aumentare l'indennizzo ha una logica: ricadrebbe sulla tariffa. Sugli speciali, in larga parte da fuori provincia, questa ragione non c'è - continua Ballestrazzi -. Quel protocollo scade il 31 dicembre 2026 e non si rinnova da solo. A oggi non mi risulta rinnovato. I suoi 8,16 euro derivano da una base di 8,33 che sembra ferma dal 2009: per recuperare l'inflazione ne servirebbero oltre 11'.

 

'È l'occasione per un aumento che copra l'inflazione e spinga a ridurre gli speciali, fino alla chiusura entro il 2034 chiesta dalla mozione 2414/2025: almeno 12 euro a tonnellata, il doppio oltre una soglia che scenda ogni anno, soldi vincolati a salute e ambiente, a partire da una nuova indagine sanitaria. Senza ricarichi in bolletta né via libera a bruciare oltre il 2034. Il sindaco Mezzetti, autorità sanitaria locale, presiede il patto di sindacato dei soci pubblici di Hera e in aprile ha detto che serve «una relazione con la comunità e la qualità della vita».
È il banco di prova'.
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