Insomma anche il Pd censura quanto avvenuto un mese fa a Modena in occasione della festa del quotidiano Domani. All'evento patrocinato da Comune di Modena e Regione Emilia Romagna oltre che da Unimore, Fondazione Ordine giornalisti, e Fondazione, l'editore Carlo De Benedetti aveva attaccato frontalmente la presidente del Consiglio. 'E' una figurina. Quando va a Bruxelles dice di essere soddisfatta senza aver ottenuto nulla. Non è un pericolo serio di fascismo. Ma di incompetenza. Vuol dimostrare che sa volare? Speriamo si renda conto di no. Aver radunato dei bambini sventolando il tricolore è una cosa da barracone. Se il nostro primo ministro organizza delle baracconate, siamo messi male. Io ho un'invocazione per la segretaria Schlein: ci liberi al più presto'. Queste le parole di De Benedetti, pronunciate senza alcun contradditorio e con la benedizione di istituzioni locali patrocinanti.
Unimore dopo una settimana si era dissociata, il presidente della Regione, il sindaco di Modena e la Fondazione Ordine giornalisti erano rimasti in silenzio.
Ebbene oggi il Consiglio comunale di Modena ha preso posizione. La censura nei confronti di De Benedetti è stata netta. Tutti a favore dell'ordine del giorno a parte l'astensione dei Verdi di Paola Aime, di Sinistra per Modena e della consigliera Di Padova e del non voto del consigliere Reggiani. 'Inaccettabile - recita ancora l'odg - offendere sul piano personale donne e uomini politici che rivestano anche importanti cariche istituzionali'.
Continua a restare in silenzio la Regione Emilia Romagna, la Fondazione di Modena e la Fondazione Ordine Giornalisti che pur, come detto, patrocinarono l'evento.




