Articoli Politica

'Lavoro, dati allarmanti: il modello Pd non regge'

'Lavoro, dati allarmanti: il modello Pd non regge'

Aimi (Forza Italia): 'Dati allarmanti sul fronte dell'occupazione. In Emilia Romagna in 10 anni 155.000 giovani hanno perso il lavoro'


1 minuto di lettura

‘A livello nazionale la ricetta Pd ha creato più precarietà e meno lavoro qualificato, a livello locale alla precarietà si è aggiunta la perdita di 155.000 posti di lavoro in 10 anni, nella fascia di età dai 15 ai 34 anni, di cui 137.000 nella fascia 25-34. I Dati dall’Istituto Ires, certificano un vero disastro sul fronte delle politiche per l'occupazione che non ha pari in Europa'. Così in una nota il candidato di Forza Italia al Senato Enrico Aimi.

'Anche al netto della crisi che ha inciso negativamente sul piano nazionale, i dati dell’Emilia-Romagna sono tra i peggiori, registrando una flessione del 14%, superiore di 3 punti rispetto alla media dell’11% nazionale. Una battuta d'arresto che non riesce assolutamente a compensare la crescita dell’occupazione nelle altre fasce di età più adulte, dove la crescita è comunque andata a scapito della qualità del lavoro, sempre più precario, parcellizzato e non in grado di offrire ai nostri giovani garanzie per il futuro: difficile ottenere anche solo un prestito, figuriamoci un mutuo - chiude Aimi -. 
Nei numeri e nella qualità del lavoro, siamo all’opposto di quanto per decenni è stato promesso e raccontato. Dai vertici istituzionali tante straordinarie politiche di propaganda, pochi risultati concreti. Per questo, come ormai confermano i dati, dopo la debacle del Pd alle prossime elezioni politiche, anche la regione e le uniche roccaforti rosse sull’asse della via Emilia saranno espugnabili’.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati