Legambiente in Emilia-Romagna conta sul nuovo sottosegretario modenese alle Infrastrutture, il pentastellato di Formigine Michele Dell'Orco, per bloccare la bretella Campogalliano-Sassuolo. 'La nomina del nuovo sottosegretario alle Infrastrutture- scrive Legambiente in una nota- apre un nuovo scenario concreto per fermare uno degli scandali progettuali della regione, la bretella autostradale Campogalliano-Sassuolo pensata per collegare Sassuolo con l'Autobrennero'. L'associazione ambientalista la definisce un'opera, che lo stesso Dell'Orco conosce bene per le battaglie di questi anni, 'la cui inutilità trasportistica eè evidente a qualsiasi addetto ai lavori: non risponde a nessuna esigenza di competitivita' industriale, oltre che a nessun esigenza di trasporto dei cittadini. La progettazione della Bretella è antecedente alla realizzazione dell'attuale Modena-Sassuolo urbana, costruita sullo stesso tracciato. Due corsie per senso di marcia gia' esistenti, che di fatto hanno eliminato qualsiasi alibi sull'utilita' della Campogalliano-Sassuolo'.
Una posizione, quella di Legambiente, opposta rispetto a quella espressa da Muzzarelli che ieri ha scritto al ministro Toninelli proprio per chiedere di procedere con la Bretella. E ricordiamo che nella giunta di Muzzarelli siede la storica presidente di Legambiente Alessandra Filippi.
Evidenzia quindi Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente Emilia-Romagna: 'Chiediamo che i vari livelli amministrativi riaprano il tavolo del progetto. Abbiamo gia' chiesto alla Regione di arrivare ad un piano dei trasporti rinnovato nell'impostazione, ed incentrato sulla sostenibilita' e decarbonizzazione dei trasporti. La bretella Campogalliano-Sassuolo non ha niente a che vedere con lo sviluppo, nè economico nè sociale del nostro territorio. Il solo risultato è continuare a perorare gli interessi del cemento, a scapito di ambiente e vero sviluppo economico e sociale'. A 'tutte le forze politiche', intanto, Legambiente ricorda 'come in regione ci sia gia' un'opera inutile che nessuno ha voluto fermare e che oggi e' una ferita aperta: la Ti-bre'.



