La definizione, anche economica, di prestazioni sanitarie corrisposte da personale Ausl, sia dipendente sia già operante nella professione intramoenia, a cittadini clienti di assicurazioni private. E' questo il nocciolo delle convenzioni che con la fine del 2025 l'Ausl ha prorogato per altri 6 mesi con un nutrito elenco di gruppi assicurativi privati che stipulano polizze salute. Soggetti privati che a loro volta utilizzano strutture pubbliche per erogare i servizi e le prestazioni comprese nei pacchetti assicurativi dei loro clienti. Prestazioni che proprio perché a pagamento e legate ad una assicurazione avvengono di prassi con tempi celeri o molto più celeri rispetto alle normali procedure per ricevere una prestazione in regime pubblico. Specifichiamo: tutto regolare, tutto previsto all'interno sia della normativa vigente sia sulla compatibilità rispetto ai fini istituzionali che una azienda pubblica deve rispettare. Fatto sta che per una semplice esigenza di trasparenza rispetto ad un sempre maggiore coinvolgimento anche economico delle aziende pubbliche in interessi assicurativi privati, e che coinvolge direttamente il tema delle liste di attesa (e qui stiamo parlando di qualcosa che va oltre alle normali convenzioni con strutture private accreditate sia ambulatoriali sia ospedaliere e di cui già ci siamo occupati e comunque ormai parte integrante del funzionamento del sistema sanitari pubblico), abbiamo deciso di pubblicare i contenuti degli atti delle convenzioni.
In due parti.
Se alcuni giorni fa,
nella prima parte, ci siamo occupati della proroga della convenzione con cinque soggetti assicurativi, oggi riportiamo i contenuti dell'atto 'gemello' relativo ad altri due soggetti: Blue Assistance S.p.A. e InSalute Servizi S.p.A., rispetto alle quali l'Ausl di Modena ha deciso di estendere l'efficacia delle convenzioni già in essere, a fronte di un corrispettivo economico convenuto. Un corrispettivo che dovrebbe garantire anche margini di ricavo all'azienda pubblica.In questo caso dalle convenzioni prorogate al 30/06/2026 è previsto un ricavo semestrale complessivo presunto di Euro 50.000,00, di cui Euro 40.000,00 da iscrivere al conto economico “ALP - Specialistica ambulatoriale” ed Euro 10.000,00 da iscrivere al conto economico “ALP – Degenza ospedaliera”. A fronte di questi ricavi presunti è previsto, da parte dell'Ausl, di un costo complessivo presunto di Euro 40.000,00 per competenze al personale, di cui Euro 32.000,00 da iscrivere al conto economico “ALP - Specialistica ambulatoriale (personale dipendente)” ed Euro 8.000,00 da iscrivere al conto economico “ALP - Degenza ospedaliera (personale dipendente)”.Pur considerando che le prestazioni derivanti da assicurazioni vengono erogate fuori dall’attività istituzionale, in regime libero-professionale e a pagamento,
su richiesta di soggetti privati che acquistano e rivendono pacchetti salute per i propri assistiti, e che ciò non dovrebbe incidere in negativo sulle liste di attesa ordinarie, il punto di riflessione politica rimaneIl baricentro dell'assistenza sanitaria pubblica si sta spostando, per volontà politica e in fatti che stanno dietro alle belle parole sulla sanità pubblica e universalistica, dal cittadino-utente al cittadino-cliente assicurato, cioè al cliente del privato che a sua volta utilizza strutture pubbliche per erogare le prestazioni acquistate con i pacchetti salute. Con la creazione di un percorso parallelo privato sempre più forte ed incentivante, anche per la stessa sanità pubblica, e dedicato a chi paga e a chi paga di più. Direttamente attraverso prestazioni intramoenia o indirettamente attraverso le assicurazioni private. Facendo leva sulla velocità delle prestazioni e la riduzione drastica dei tempi di attesa. Due canali, uno ordinario pubblico, e uno speciale, privato di cui tutti i cittadini comunque pagano lo scotto. Quelli che utilizzano, il primo in termini di tempi di attesa enormi, quelli che utilizzano il secondo pagando due volte: ovvero assicurazione privata che garantisce prestazioni in quelle strutture pubbliche o private convenzionate che già paga con le tasse.
All'interno di un sistema in cui l’AUSL non privatizza se stessa, ma privatizza sempre più le prestazioni che eroga. La sanità resta pubblica nel patrimonio e nel personale ma nei servizi offerti diventa sempre più a misura di privato. In questo caso privato assicurato, mentre il cittadino che non è nelle condizioni di pagare né direttamente la prestazione o l'assicurazione resta in canale ordinario, spesso enormemente più lento.
Gi.Ga.