Continua la crisi senza fine del Movimento 5 Stelle. Il vero leader regionale del Movimento fondato da Grillo, Massimo Bugani si è 'dimesso da vice-caposegreteria di Luigi Di Maio a Palazzo Chigi, e lascerà anche i ruoli di referente del Movimento in Emilia-Romagna e dei sindaci'. Lo riporta il Fatto quotidiano.
Bugani spiega la genesi del suo addio da un'intervista al Fatto nella quale auspicò unità nel Movimento fra Di Maio e Di Battista. 'Poche ore dopo mi chiesero di non rilasciare più interviste. E non capisco perché, visto che io non volevo certo mettere in difficoltà Luigi. In quella circostanza ho capito che il mio ruolo veniva messo in discussione e che non c'era più fiducia in me. E nel giro di qualche giorno mi hanno fatto sapere che il mio stipendio da vice-caposegreteria sarebbe stato dimezzato per contenre le spese'.
La rottura irrimediabile poche settimane fa quando Bugani in Consiglio comunale a Bologna ha attaccato frontalmente Toninelli sul Passante: 'Abbiamo perso 4-0, questa è una palata di merda per il M5s'.
E sulle dimissioni di Bugani parla il ribelle M5S modenese Filippo Gianaroli: 'E' tutta scena. Bugani non tornerà a fare il fotografo e quindi a vivere con il reddito di cittadinanza, perchè Bugani è sempre 'Socio Associazione Rousseau e responsabile organizzazione eventi'. Bugani continuerà a gestire i 300 euro (minimo) che gli eletti (con le politiche 2018 sono stati eletti 221 parlamentari e 112 senatori in quota M5S) devono riconoscere a Bugani, Casaleggio, Dettori, Sabatini, i 4 soci nella 'Associazione Rousseau' che gestiscono mensilmente i 100.000 euro che i parlamentari e senatori si sono impegnati a riconoscere loro'.



