Senza l'autorizzazione del Senato non potranno essere utilizzati, in sede giudiziaria, i tabulati delle utenze telefoniche terze venute in contatto con quelle dell'ex senatore modenese Carlo Giovanardi, coinvolto in una delle inchieste parallele del processo Aemilia sugli affari del post terremoto del 2012. E' quanto affermato in sintesi dalla sentenza della Corte costituzionale resa nota oggi, che ha dichiarato non fondata la questione di legittimità costituzionale posta dal Tribunale di Bologna sulla legge che prevede 'che il giudice chieda alla Camera alla quale il parlamentare appartiene o apparteneva, l'autorizzazione anche all'utilizzo dei tabulati telefonici acquisiti a carico di terzi'.
Questo sulla base dell'articolo 68 della Costituzione, che oltre a proteggere le comunicazioni e le conversazioni dei parlamentari, estende la tutela anche ai tabulati telefonici contenenti l'elenco delle chiamate, dei numeri e dei soggetti contattati dal parlamentare stesso. Con la sentenza della Consulta si sblocca dunque la posizione processuale di Giovanardi, che era sospesa proprio in attesa del pronunciamento arrivato oggi. Il modenese, all'epoca dei fatti parlamentare, è accusato dalla Procura di Bologna di aver cercato nel 2014 di ottenere illecitamente la reiscrizione alla White List della Bianchini Costruzioni, colpita l'anno prima da interdittiva antimafia del prefetto.
Mafie, caso Giovanardi. Consulta: 'Per i tabulati serve ok del Senato'
E' accusato dalla Procura di Bologna di aver cercato nel 2014 di ottenere illecitamente la reiscrizione alla White List della Bianchini Costruzioni
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