'A Modena in questi giorni c’è una novità: nelle scorse settimane abbiamo ascoltato interventi, comunicati, petizioni di persone che intervenivano sul tema dell’aborto facendosi paladine delle donne in procinto di abortire. Ora finalmente nelle vie cittadine compaiono le voci di alcune donne che portano il loro contributo, dicono cos’è stato per loro l’aborto, ci condividono con grande coraggio la loro testimonianza, ci raccontano di un vissuto faticoso, che le ha segnate pesantemente per anni'. A parlare è Andrea Mazzi, capogruppo ‘Modena in Ascolto’ che replica così alle parole di Modena Volta Pagina.
'Finalmente non qualcuno che parla a nome delle donne che abortiscono, ma le donne stesse prendono la parola. Ma il problema è che il loro racconto non corrisponde alla visione del mondo che ha qualcuno, che ritiene che l’aborto sia un’espressione di libertà che non presenta controindicazioni. E allora la reazione è quella della censura: queste donne non possono parlare, occorre farle tacere. Modena Volta Pagina che parla spesso di diritti delle donne ora chiede di togliere i manifesti che riportano le loro storie. Non ascoltano queste voci, le giudicano subito, dicono che non bisogna ascoltarle perché la loro voce influenza negativamente la società - chiude Mazzi -. Siamo un paese ed una città democratica, abbiamo opinioni diverse ma la libertà di espressione va garantita a chiunque. A maggior ragione a chi condivide un vissuto così personale e chiede solo di essere ascoltato'.
Manifesti anti aborto, Mazzi: 'Chi vuole censurare voce delle donne?'
'Siamo un paese ed una città democratica, abbiamo opinioni diverse ma la libertà di espressione va garantita a chiunque'
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