'Il paziente è seguito da tempo dalla Struttura Complessa di Dermatologia diretta dal prof. Giovanni Pellacani e sottoposto a controlli periodici annuali nell'ambito dei quali è stato effettuato quello, citato nell'articolo, del 31 marzo 2017. In questa occasione medico ha ritenuto di fissare al paziente un intervento per rimuovere un neo sospetto. L'intervento è stato prenotato il 18 aprile, con meno di venti giorni di attesa. A questo punto è stato fissato l'incontro per il completamento diagnostico il 30 maggio, un mese esatto dopo il primo intervento. Nel frattempo, il 22 aprile - solo 4 giorni dopo il prelievo dei tessuti - è stato completato l'esame istologico che ha evidenziato la presenza si melanoma in situ. Il 23 maggio, una settimana prima della visita prenotata, il paziente è stato chiamato e gli è stato comunicato l'inserimento in lista di attesa per un secondo intervento di radicalizzazione che verrà svolto nei tempi previsti dalle linee regionali, indicativamente entro metà giugno'.
Così in una nota inviata alla Gazzetta di Modena, l'azienda Policlinico replica a quanto dichiarato ieri l'altro dall'ex segretario cittadino del Carroccio Stefano Bellei sul caso-cardiologia.
«Dal punto di vista clinico tutti i tempi sono stati rispettati alla perfezione - spiega
il primario Giuseppe Pellacani - Dalla visita dove si è individuato un melanoma di difficile diagnosi in fase estremamente iniziale, all'intervento, fino alla consegna dell'esame istologico, che è avvenuto in tempio assolutamente congrui in quanto la malattia (in situ) è guarita e non presenta rischi di progressione, come spiegato al paziente in sede di consegna del referto. La malattia è guarita e l'allargamento non ha necessità di urgenza ma lo scopo di prevenire possibili recidive locali ed esso avverrà nei tempi previsti cioè entro il mese di luglio come previsto dalle linee guida regionali. Pur capendo la preoccupazione del paziente, è fondamentale ribadire che le tempistiche della comunicazione telefonica, legate all'esigenza di dare la precedenza ai casi più urgenti, non hanno influito sull'iter terapeutico».«In conclusione - commenta Ivan Trenti, Direttore generale dell'Azienda Ospedaliero - Universitaria di Modena - il caso segnalato dal signor Bellei si può considerare un esempio di buona sanità per il quale dobbiamo ringraziare i medici e il personale infermieristico della nostra Dermatologia».
LA REPLICA
Ma riecco Bellei come risponde all'ospedale:
Premetto che non ho mai messo in discussione la professionalità dei medici e del personale infermieristico nelle precedenti dimostranze, bensì la struttura organizzativa di accesso.
Quando poi leggo la data del referto, vedo che è stato emesso con massima celerità ma mi viene consegnato 30 giorni dopo, qualche dubbio sull’organizzazione mi assale. Forse la quantità di ponti e giornate come il 25 aprile e il 1 maggio potrebbero aiutare la risposta.
Stefano Bellei



