Articoli Politica

Microaree Sinti e Rom a Modena, Bertoldi (Lega): 'I problemi permangono, basta privilegi'

Microaree Sinti e Rom a Modena, Bertoldi (Lega): 'I problemi permangono, basta privilegi'

Il capogruppo Lega Giovanni Bertoldi sulle delibere comunali di concessione e regole di gestione delle: 'I modenesi che rispettano le regole non possono continuare a pagare'


2 minuti di lettura

'Quella delle microaree è una gestione che negli anni ha prodotto più problemi che soluzioni. È un dato di fatto. A più di 15 anni dall’impegno assunto dall’Amministrazione e dell’allora assessore Maletti, sono continuati allacci abusivi, incendi, accumuli di rifiuti e un sistematico disinteresse verso le regole, compresi gli obblighi della scolarizzazione. Per anni le utenze sono state pagate dal Comune, e quando non lo sono state, si è chiuso un occhio di fronte agli abusi'.
Così il capogruppo Lega Modena in relazione alle due delibere per la concessione e i parametri della gestione delle microaree Sinti e Rom a Modena.
'Quello che denuncio è un sistema dove i cittadini onesti pagano anche per chi non rispetta le regole e dove si accettano comportamenti che non sarebbero tollerati in nessun altro contesto. Non solo nel rispetto delle regole urbanistiche, ma anche sul fronte culturale e sociale: bambini che non vanno a scuola, donne che subiscono gravidanze forzate, situazioni di auto-isolamento che impediscono qualsiasi reale integrazione. Queste sono situazioni che vanno affrontate con strumenti forti che evidentemente fino ad ora non si sono voluti adottare. Serve una svolta autentica: più controlli, regole chiare, deterrenti concreti. E soprattutto, dobbiamo superare il modello delle microaree così come è stato concepito.
Spazio ADV dedicata a Società Dolce: fare insieme
Serve una convivenza diffusa, abitazioni vere, nessuna ghettizzazione. E chi non rispetta le regole deve affrontarne le conseguenze, come avviene per ogni altro cittadino. Dobbiamo, inoltre, puntare sulle potenzialità che hanno molte delle persone che vivono nelle microaree. I servizi sociali devono fare il loro lavoro anche con queste famiglie, esattamente come lo fanno con tutte le altre. I bambini devono andare a scuola, e successivamente essere avviati a percorsi di formazione professionale e lavorativi. Solo così possiamo parlare davvero di integrazione. Altrimenti, continueremo a mantenere un sistema che genera esclusione, spese ingiustificate e tensioni sociali'.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati