Così il capogruppo Lega Modena in relazione alle due delibere per la concessione e i parametri della gestione delle microaree Sinti e Rom a Modena.
'Quello che denuncio è un sistema dove i cittadini onesti pagano anche per chi non rispetta le regole e dove si accettano comportamenti che non sarebbero tollerati in nessun altro contesto. Non solo nel rispetto delle regole urbanistiche, ma anche sul fronte culturale e sociale: bambini che non vanno a scuola, donne che subiscono gravidanze forzate, situazioni di auto-isolamento che impediscono qualsiasi reale integrazione. Queste sono situazioni che vanno affrontate con strumenti forti che evidentemente fino ad ora non si sono voluti adottare. Serve una svolta autentica: più controlli, regole chiare, deterrenti concreti. E soprattutto, dobbiamo superare il modello delle microaree così come è stato concepito. Serve una convivenza diffusa, abitazioni vere, nessuna ghettizzazione. E chi non rispetta le regole deve affrontarne le conseguenze, come avviene per ogni altro cittadino. Dobbiamo, inoltre, puntare sulle potenzialità che hanno molte delle persone che vivono nelle microaree. I servizi sociali devono fare il loro lavoro anche con queste famiglie, esattamente come lo fanno con tutte le altre. I bambini devono andare a scuola, e successivamente essere avviati a percorsi di formazione professionale e lavorativi. Solo così possiamo parlare davvero di integrazione. Altrimenti, continueremo a mantenere un sistema che genera esclusione, spese ingiustificate e tensioni sociali'.



