'Il tutto è avvenuto senza gara pubblica ma si è proceduto con affidamento diretto - ribadisce Elisa Rossini -. Sono anni che Caleidos si occupa di questo servizio e il rinnovo è avvenuto tramite affidamenti diretti senza quindi che il Comune si sia mai preoccupato di valutare altre proposte sia economiche ma soprattutto con riferimento ai contenuti. L’educativa di strada gestita da Caleidos è l’unica proposta del Comune di Modena per prevenire e contrastare il fenomeno delle bande giovanili ma dovremmo chiederci se questa proposta ha dato risultati e quali perché una cosa è certa: il fenomeno si è addirittura aggravato nel corso del tempo. Vorremmo anche sapere se i cittadini modenesi hanno sentito e visto la presenza degli educatori di strada fuori dai locali notturni e nei contesti di aggregazione perché a noi non risultano visibili e attivi'.
'Crediamo che sia venuto il momento di verificare i risultati di questo progetto e che l’amministrazione debba rendere conto ai cittadini dei risultati portati dagli educatori di strada. Quanti giovani hanno contattato? Quante uscite sono state fatte? Quali problemi hanno rilevato? Quali le soluzioni? Come mai il fenomeno delle bande giovanili cresce anziché diminuire? Queste alcune domande che come forza politica faremo alla giunta tramite una interrogazione e chiederemo anche per quale ragione si è deciso di procedere con un affidamento diretto precludendo la possibilità di vagliare altre proposte. Se un progetto non funziona e non da risultati bisogna cambiare - aggiunge Rossini -. A nostro parere l’educativa di strada non funziona perché isola gli adolescenti dal contesto familiare e pretende di risolvere il problema delle devianze parlando direttamente con i ragazzi; per non parlare del fatto che in epoca Covid l’educativa di strada avvicinava i giovani fornendo preservativi e mascherine…se questa è la modalità non ci si può aspettare che la situazione del disagio giovanile migliori'.

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