'Negli ultimi anni il Comune di Modena sta mostrando una preoccupante disinvoltura nel prolungare gli effetti di gare, accordi quadro e affidamenti di servizi ben oltre i limiti per cui questi strumenti sono stati pensati; parallelamente aumentano gli affidamenti diretti senza bando, o se ne modificano i perimetri prestazionali o gli importi in corso d’opera. In questo modo si comprime di fatto la concorrenza e si indebolisce la trasparenza amministrativa'. A parlare è il capogruppo Lega Giovanni Bertoldi, dopo che ieri La Pressa ha svelato una nuova determina con la quale il Comune di Modena ha assegnato altri 300mila euro a Caleidos per un appalto da un milione di euro
rinnovato ad agosto senza bando.'L’ultimo caso riguarda i servizi di informazione e comunicazione: l’amministrazione comunale aveva inizialmente spacchettato l’appalto in essere da molti anni con Mediagroup 98 in più lotti. Questo poteva avere un senso perché il vecchio appalto comprendeva al suo interno attività molto diverse, che necessitavano di gare diversificate. Purtroppo si è trattato di un cambiamento solo formale, assicurando la prosecuzione di affidamenti molto onerosi senza bando pubblico.
L’ulteriore anomalia è che, a soli quattro mesi da un rinnovo da oltre un milione di euro, è emersa la necessità di stanziare con sorprendente rapidità altri 300mila euro, segno di una programmazione quantomeno discutibile'.
'Lo stesso schema si ripete in altri settori. Pochi giorni fa la cosa ha riguardato i servizi di educativa di strada, affidati da anni sempre allo stesso soggetto, Caleidos (
qui), tramite affidamenti diretti, senza mai mettere a confronto proposte alternative né sul piano economico né su quello dei contenuti, nonostante l’aggravarsi del fenomeno che tali servizi dovrebbero contrastare - continua Bertoldi -. La cooperativa coinvolta è la stessa che continua ad occuparsi stabilmente di diversi servizi comunali: dalla gestione del Centro Stranieri alla mediazione linguistica e culturale, fino a progetti di accoglienza e integrazione, oltre alla gestione del gattile e del canile intercomunale. Stesso discorso vale per la gestione dei cosiddetti accordi quadro: uno strumento nato per garantire rapidità ed efficienza, rischia così di trasformarsi in un appalto mascherato. È il caso dell’accordo quadro per la manutenzione del patrimonio stradale comunale, approvato nel 2020 per il biennio 2021-2023 e successivamente prorogato fino al 2027, attraverso rinnovi successivi, per importi milionari'.
'La normativa è chiara: l’accordo quadro ha una durata definita, non può essere rinnovato automaticamente e, raggiunto il limite massimo (generalmente quattro anni), deve essere sostituito da una nuova gara pubblica.
Invece, a Modena, si continua a prolungarne gli effetti, spesso con un unico raggruppamento di imprese, azzerando qualsiasi reale rotazione e precludendo l’accesso al mercato ad altri operatori. Colpisce il doppio standard adottato dall’amministrazione: il principio di rotazione viene richiamato solo quando fa comodo, mentre per molti affidamenti comunali si continua a operare sempre con gli stessi soggetti, allungando contratti e accordi che per definizione dovrebbero avere un inizio e una fine certi. Evidentemente, nemmeno le recenti esperienze negative, come il prolungamento di affidamenti poi giudicati irregolari da Tar e Consiglio di Stato (
si veda il caso dell’affidamento dei servizi di illuminazione pubblica) sono bastate a indurre maggiore prudenza.Questo uso spregiudicato di rinnovi, proroghe e affidamenti diretti non è solo una questione politica, ma pone seri profili di attenzione sul piano della legittimità, dell’economicità e della corretta gestione delle risorse pubbliche, aspetti che potrebbero attirare l’interesse della Corte dei Conti - chiude Bertoldi -. La trasparenza amministrativa, tanto richiamata a parole, si misura nei fatti: gare vere, durata certa dei contratti, concorrenza reale e verifica dei risultati. Tutto il resto rischia di trasformarsi in un sistema chiuso, opaco e lontano dall’interesse dei cittadini'.