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Rossini (Fdi): 'Zanca su Fondazione di Modena e Amo non tutela l'interesse pubblico'

Rossini (Fdi): 'Zanca su Fondazione di Modena e Amo non tutela l'interesse pubblico'

'Veramente indecoroso è l’attacco di Zanca alle realtà parrocchiali. Le parrocchie svolgono un ruolo sociale importante'


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'Se è vero che le vicende che hanno visto coinvolte aMo, società partecipata dal Comune di Modena e Fondazione, ente privato in cui il Comune di Modena indica membri del Consiglio di indirizzo sono da trattarsi in modo differente in quanto diversa è la forma giuridica degli enti, è però anche vero che l’amministrazione deve tutelare i cittadini modenesi e le affermazioni dell’assessore Zanca sono da questo punto di vista non vertono in tale direzione'. Interviene così Elisa Rossini sulle parole dell’assessore ai rapporti con le partecipate Paolo Zanca, pronunicate venerdì durante la trasmissione di Tvqui Detto non detto.

 

'Partiamo da aMo. Al momento non un euro dei 516 mila che risultano sottratti in parte (460 mila) da una dipendente infedele e per il resto prelevati dall’ex amministratore unico ed ex segretario provinciale del Partito Democratico e non contabilizzati, sono rientrati nelle casse di aMo. Sono passati mesi da quanto è emersa questa sconcertante vicenda e non è stata ancora deliberata l’azione di responsabilità nei confronti degli ex amministratori (tutti indicati all’assemblea dei soci dai sindaci modenesi che si sono succeduti nel tempo a partire dal 2018 quando pare siano iniziati i prelievi illeciti), probabilmente l’unico atto che consentirebbe di recuperare il maltolto.
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Quindi ha un bel da dire l’assessore che sono stati azzerati i vertici: a cosa serve l’azzeramento dei vertici se poi non si è conseguenti e non si agisce in fretta per inchiodare alle proprie responsabilità legali chi doveva vigilare? Per quale ragione i modenesi dovrebbero tollerare ancora a lungo che per garantire l’equilibrio tra giunta e maggioranza a trazione PD il Comune omette di portare in assemblea la richiesta di delibera sull’azione di responsabilità? Sul fatto che proceda l’attuale amministratore unico legato a filo doppio con il Partito Democratico ormai ci abbiamo rinunciato…', continua Rossini.

 

'Sulla vicenda della Fondazione, se è vero che il Comune non ha strumenti per chiedere le dimissioni del Consiglio di amministrazione e del Presidente della Fondazione è però anche vero che il Comune ha nominato membri all’interno del Consiglio di indirizzo ai quali può e deve chiedere conto di quanto sta accadendo e chiedere principalmente cosa si sta facendo per evitare che episodi del genere si verifichino di nuovo e come mai non hanno funzionato i controlli interni ed ancora se è stata fatta la segnalazione all’autorità di vigilanza presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Il Comune lo deve fare nell’interesse dei cittadini modenesi che beneficiano dei finanziamenti provenienti dalla Fondazione che, va ricordato, è sì un ente di diritto privato ma che gestisce un patrimonio pubblico derivante dalla privatizzazione, negli anni 90, della Cassa di Risparmio. Noi abbiamo depositato in Comune e in Provincia una interrogazione: aspettiamo risposte e non accetteremo che ci si nasconda dietro alla forma giuridica. Il silenzio in questo caso non è ammesso', afferma Rossini.

 

'Infine veramente indecoroso è l’attacco di Zanca alle realtà parrocchiali. Le parrocchie svolgono un ruolo sociale importante e tra l’altro l’Arcidiocesi nomina membri del Consiglio di indirizzo al pari del Comune. Zanca dovrebbe studiare meglio lo statuto della Fondazione e la nostra realtà territoriale prima di fare esternazioni inesatte e fuori luogo', conclude Rossini riferendosi alle parole di Zanca sulle erogazioni alla parrocchia di Palagano.
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