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'Modena, bus senza assicurazione. Dov'? la bandierina della legalità?'

'Modena, bus senza assicurazione. Dov'? la bandierina della legalità?'

Cinzia Franchini (Ruote Libere): 'E' ora di fermarsi, smetterla con convegni e targhette e tradurre nella realtà le tante dichiarazioni di principio fatte'


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“A Modena la legalità sembra un concetto confinato tra le mura dei convegni organizzati per celebrare l’amministrazione o ben impacchettato dietro alle scrivanie in radica di assessori che vantano tale delega. Eppure senza tradurre questo pomposo e retorico lavoro astratto in azioni concrete si rischia di fare danno due volte”. A parlare è la portavoce del raggruppamento di imprenditori del trasporto, Ruote Libere, Cinzia Franchini che già a settembre 2018 era intervenuta sul tema oggi ripreso anche dalla Cgil.  

“Logico quindi chiedersi come si esplica concretamente la legalità nella gestione di un trasporto scolastico locale affidato a una azienda i cui autobus circolano sulle strade modenesi senza assicurazione, trasportando bambini. Il problema, purtroppo, è che questo non è un caso isolato. Una fetta del bando in questione, dal valore complessivo di 1,6 milioni, è stata vinta al ribasso nel 2018 dalla Novosud di Potenza, in una gara in cui Seta stessa (azienda partecipata da Comune e Provincia) decise di non partecipare. E qualcosa questo avrà voluto dire. E' utile ricordare poi come proprio la Novosud a Bomporto anni fa si aggiudicò il servizio con un ribasso di oltre il 10% e anche in quella realtà non mancarono problemi e disservizi – continua Franchini -.

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Di fronte a questi fatti mi chiedo come si traduca quella legalità della quale l’amministrazione comunale si fa vanto. Sul caso specifico della Novosud abbiamo al momento questi elementi e a questi ci fermiamo'.

'Detto questo, tutti sanno che in generale dietro ai massimi ribassi si nascondono molto spesso (non sempre, certo) pratiche illegali: scorciatoie che quando va bene comportano risparmi rischiosi e inaccettabili sulla gestione corrente dell'azienda (lavoratori in nero, mezzi senza tagliandi o assicurazioni, gomme usurate, per esempio) e quando va male si traducono in derive sistemiche che ben conosciamo - chiude Franchini -. Se il mondo del trasporto merci è purtroppo irrimediabilmente compromesso, casi come quello modenese potrebbero aprire una voragine anche sul trasporto persone. Penso sia davvero ora di fermarsi, di smetterla con convegni e targhette e di tradurre nella realtà le tante dichiarazioni di principio fatte da chi amministra il territorio”.  

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