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Modena, caso Policlinico, Fdi a Mezzetti: 'Altro che rassicurazioni, si va verso dismissione mascherata'

Modena, caso Policlinico, Fdi a Mezzetti: 'Altro che rassicurazioni, si va verso dismissione mascherata'

'Si può continuare a parlare di riorganizzazione e miglioramento dei servizi, ma la sostanza è che si sta andando verso una dismissione inaccettabile'


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'Il progetto che si sta delineando per il futuro della sanità modenese conferma tutte le nostre preoccupazioni: trasformare il Policlinico in un polo di media e bassa complessità, trasferendo le attività di alta specializzazione a Baggiovara, significa avviare un progressivo svuotamento dell'ospedale cittadino. Si può continuare a parlare di riorganizzazione e miglioramento dei servizi, ma la sostanza politica di questa scelta non cambia: si sta andando verso una dismissione di fatto del Policlinico di Modena e per noi questo è inaccettabile»'

A dichiararlo sono Luca Negrini ed Elisa Rossini, rispettivamente capogruppo e vicecapogruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio Comunale a Modena replicando alle parole in aula del sindaco Mezzetti.


'È pura fantasia pensare che un Pronto Soccorso e un reparto materno-infantile possano continuare a operare con le medesime garanzie di sicurezza ed efficienza senza la necessaria vicinanza dei reparti di alta specializzazione. La medicina non funziona per compartimenti stagni: ogni emergenza, ogni intervento e ogni complicazione possono richiedere il supporto immediato di altre discipline specialistiche. Pensare di separare queste funzioni senza conseguenze sull'organizzazione e sulla qualità dell'assistenza significa sottovalutare la complessità del sistema ospedaliero.

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A dispetto dei continui giri di parole del sindaco Mezzetti, il rischio concreto è quello di accompagnare il Policlinico verso un progressivo depotenziamento, con un'ulteriore conseguenza gravissima: interrompere o ridimensionare gli investimenti necessari alla sua riqualificazione e al suo ammodernamento, nell'attesa di una soluzione alternativa che potrebbe richiedere anche quindici anni'.


'Nessuno nega che il Policlinico abbia bisogno di una profonda ristrutturazione. Anzi, siamo i primi a sostenerne la necessità. Ma ristrutturare non significa svuotare, così come ammodernare non può diventare il pretesto per trasferire altrove le sue funzioni strategiche. Esiste una strada alternativa che merita di essere valutata seriamente: procedere alla ricostruzione progressiva del Policlinico, intervenendo per fasi sui diversi edifici, attraverso demolizioni e ricostruzioni programmate, senza rinunciare alla sua centralità sanitaria. Durante questi interventi, i reparti interessati potrebbero essere temporaneamente trasferiti in una struttura realizzata nell'area dell'ex Aeronautica, in Strada Minutara. Una soluzione che, vista la vicinanza al Policlinico, consentirebbe di garantire la continuità delle attività e che potrebbe successivamente essere ampliata e mantenuta stabilmente al servizio dell'ospedale'.


'Non possiamo inoltre ignorare un altro elemento fondamentale: il Policlinico di Modena rappresenta un patrimonio sanitario, scientifico e universitario che non può essere sacrificato sull'altare di una riorganizzazione concepita esclusivamente in termini di strutture e trasferimenti.

Le sue eccellenze sono strettamente legate alla presenza dell'Università e alle attività di ricerca, formazione e specializzazione che si sviluppano attraverso il rapporto quotidiano tra medicina e mondo accademico - aggiunge Fdi -. Il rischio è quello di indebolire progressivamente questo legame, favorendo uno spostamento delle attività universitarie e di ricerca verso Bologna, con un conseguente impoverimento dell'intero sistema ospedaliero modenese. Sarebbe un danno non soltanto per la sanità, ma per il ruolo stesso di Modena come centro di eccellenza medica e scientifica'.


'Giudichiamo totalmente sbagliato un approccio che continua a pensare ai contenitori prima ancora che ai contenuti. È la stessa impostazione che ha accompagnato la realizzazione dell'ospedale di Baggiovara, lasciando irrisolto, a distanza di anni, il problema della piena integrazione tra le due strutture ospedaliere. Oggi, anziché affrontare definitivamente quella criticità, si rischia di riproporre un modello che ha già mostrato tutti i suoi limiti. Sono inutili i continui tentativi di raccontare ai modenesi che ogni riorganizzazione abbia necessariamente come obiettivo e risultato il miglioramento dei servizi. Abbiamo già visto cosa ha prodotto, in diversi territori della provincia, il progressivo depotenziamento degli ospedali: riduzione delle funzioni, perdita di servizi e cittadini costretti a spostarsi sempre più lontano per ricevere assistenza.

Non possiamo permettere che lo stesso percorso venga intrapreso anche per il Policlinico di Modena, una struttura che necessita certamente di interventi importanti, ma proprio per questo deve essere oggetto di investimenti, progettazione e valorizzazione, non di un progressivo trasferimento delle sue attività. Il Policlinico deve continuare a essere un ospedale strategico, moderno, universitario e di alta specializzazione, nel cuore della città. Non una struttura residuale destinata ad accogliere soltanto ciò che rimarrà dopo lo spostamento delle attività più complesse. Il sindaco Mezzetti e la Regione chiariscano definitivamente quale futuro intendano riservare al Policlinico, quali reparti saranno effettivamente mantenuti, quali trasferiti e soprattutto quali investimenti saranno garantiti alla struttura di via del Pozzo'.


'Modena non ha bisogno di una dismissione mascherata da riorganizzazione. Ha bisogno di un Policlinico riqualificato, ammodernato e rafforzato, capace di continuare a rappresentare un punto di riferimento per la città, per la provincia e per la ricerca universitaria. Su questo non siamo disposti ad accettare ambiguità' - concludono Negrini e Rossini.

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