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Modena: scandalo Amo, Rossini (Fdi): 'Si tenta il colpo di spugna'

Modena: scandalo Amo, Rossini (Fdi): 'Si tenta il colpo di spugna'

'Come è possibile che nessuno – Collegio sindacale e Organismo vigilanza - stia verificando quanto emerge dalla corrispondenza intercorsa con la ex dipendente'


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'Si continua nel tentativo di nascondere la polvere sotto al tappeto che sia Amo Spa che il Comune di Modena sta portando avanti sin dall’inizio della vicenda dell’ammanco cristallizzato oggi in euro 582.680. Sia nel bilancio della società sia nella delibera del Comune di Modena di verifica delle società partecipate per l’anno 2025 si vuole portare avanti la tesi – avallata anche dal Collegio sindacale di Amo – che l’ammanco è stato un fulmine a ciel sereno a seguito del quale la società si è riorganizzata in senso migliorativo. La verità è che non c’era una organizzazione e non c’erano modelli organizzativi diretti ad evitare che si verificassero casi di sottrazione di denaro e mancava totalmente il modello di organizzazione gestione e controllo ex d.lgs. 231/2001. E tutto ciò era di competenza degli ex amministratori secondo lo statuto della società all’epoca vigente. Per cercare di raccontare la verità su quanto accaduto abbiamo presentato due emendamenti alla delibera di verifica delle partecipate discussa in Consiglio comunale, emendamenti puntualmente bocciati dalla maggioranza che dall’inizio di questa vicenda ha sempre rifiutato ogni nostra richiesta di trasparenza'.

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Così, in una nota che dà conto del dibattito di oggi in Consiglio comunale, Elisa Rossini vicecapogruppo in Consiglio comunale per Fratelli d’Italia.


'La verifica finale del controllo delle società partecipate ci restituisce anche il dato delle somme recuperate a seguito dell’ammanco. L’importo complessivo dell’ammanco ammonta ad euro 582.680 e risultano recuperati e materialmente incassati euro 89.442,50. Di questa somma incassata fanno parte i 58.422,50 euro e gli 11 mila euro dovuti dai due ex amministratori sulla base del verbale di assemblea del febbraio 2026 a fronte della rinuncia all’azione di responsabilità', spiega Elisa Rossini


'E’ saltato quindi il pagamento in 60 rate mensili infruttifere accordato all’ex segretario provinciale del PD Stefano Reggianini che ha evidentemente provveduto al pagamento dell’intero importo. Avevamo sin dai momenti successivi all’assemblea dei soci del febbraio 2026 rilevato l’abnormità di questo trattamento di favore riservato all’ex amministratore unico e la mancata tutela del patrimonio pubblico derivante da un pagamento tanto dilazionato. Se da un lato siamo soddisfatti che la nostra insistenza abbia portato a recuperare in maniera decisamente più celere la somma posta a carico dell’ex amministratore Reggianini, resta la gravità della rinuncia preventiva all’azione di responsabilità, una rinuncia che rende il raggiungimento della finalità della tutela del patrimonio pubblico che nel 2025 la Corte dei conti aveva richiesto espressamente al Comune di Modena a questo punto impossibile da realizzare.

Si prospetta infatti un lungo contenzioso con gli ex direttori per il quali è stato accantonato in bilancio un fondo di ben 290 mila euro mentre sono stati incredibilmente liberati da ogni responsabilità gli ex amministratori di nomina politica', continua Rossini.


'Ci continuiamo infine a chiedere come sia possibile che nessuno – Collegio sindacale e Organismo di vigilanza inclusi - stia verificando quanto emerge dalla corrispondenza intercorsa con la ex dipendente con riferimento alle irregolarità della registrazione delle spese di rappresentanza', conclude Rossini.

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