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Policlinico, il fantasma del blocco A, dopo la demolizione mancata

Policlinico, il fantasma del blocco A, dopo la demolizione mancata

Nell'area centrale dell'ospedale il simbolo dell'eterna opera di ristrutturazione di un gigante malato e vittima di una programmazione politicamente schizofrenica. E sul sito web dell’Azienda Ospedaliera il piano di ristrutturazione al 2030 è fermo al fumetto e a un emblematico 'Pagina in costruzione'


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I lavori di demolizione e ricostruzione della palazzina del blocco A, che definisce tutta la visuale sinistra di chi entra al Policlinico e all'ingresso 1 dalla piazza centrale, sono al palo dopo il crollo di diversi anni fa nel corso dell'avvio dei lavori di ristrutturazione che hanno anche portato l'Ausl di Modena, che nella palazzina ristrutturata avrebbe dovuto gestire servizi di propria competenza, al pagamento di 200mila euro, risultato di una transazione a favore della ditta esecutrice.
Una ferita aperta, ancora visibile a chiunque varchi l’ingresso principale o il varco 2 del Policlinico di Modena. Un cuore di cemento congelato, che taglia in due i grandi blocchi centrali, e la parte nord che ospita il Centro Oncologico Modenese (Com), il Cau e il reparto di Malatte Infettive. Parliamo del famigerato 'Corpo A', la palazzina che, secondo i piani, avrebbe dovuto rinascere a nuova vita e che invece si presenta come il monumento a un'altra della sanità modenese.
Un’istantanea desolante che si inserisce nella storia di un ospedale al quale i modenesi sono profondamente legati ma che da almeno quindici anni a questa parte, in particolare dopo il trauma del sisma del 2012, si è trasformato in un costoso cantiere perennemente aperto.
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Milioni di euro spesi ogni anno, mentre le impalcature cambiano forma ma non spariscono mai.

A guardare i dati ufficiali riportati sul cartello di cantiere (Appalto LP/26/23), relativo all’intervento complessivo di miglioramento sismico, demolizione dei corpi A ed L e successiva ricostruzione i lavori prevedevavano un importo di 7.716.940,73 euro. Data d'inizio ufficiale: 9 giugno 2025. Durata dei lavori stimata: 665 giorni.
Anche se la scadenza temporale (aprile 2027), non è ancora formalmente superata, basta un’occhiata superficiale per capire che quei termini sono ormai pura fantascienza. La palazzina, anziché essere ridotta in macerie per far spazio al nuovo edificio, è ancora lì: vuota, abbandonata e spettrale. Nessuna demolizione di rilievo è partita se non quella non voluta dovuta al crollo. Tutto fermo.

Dietro questo stallo non ci sono solo i ritardi burocratici, ma anche, appunto, gli effetti del crollo parziale avvenuto negli anni scorsi all'inizio delle prime opere di ristrutturazione. Un evento che non ha solo congelato i lavori, ma ha innescato un pesante contenzioso legale. Come abbiamo rivelato nei giorni scorsi, a pagare il prezzo più salato di questa paralisi saranno, tanto per cambiare, i fondi pubblici: l'Ausl di Modena, l'azienda che avrebbe dovuto gestire i nuovi servizi sanitari all'interno della palazzina, è stata infatti condannata a pagare ben 200.000 euro di risarcimento alla ditta che si stava occupando dei lavori.
Soldi dei contribuenti svaniti in penali e carte bollate, mentre i servizi per i cittadini restano sulla carta.

L’immagine di questa palazzina vuota che attende una demolizione mai nata diventa ancora più paradossale se letta alla luce degli ultimi scenari politici e sanitari della città. Il Piano svelato dal sindaco di Modena e presidente CTSS Massimo Mezzetti, ancora sulla carta e al vaglio dei tavoli tecnici, ha gettato ancora più caos sulle prospettive e sugli interventi di ristrutturazione della struttura di via del Pozzo: si parla chiaramente di un progressivo ridimensionamento del Policlinico in favore della creazione di un nuovo, mastodontico blocco ospedaliero nel braccio di Baggiovara. Un piano che potrebbe incidere anche sul senso e su una eventuale nuova direzione del cantiere da quasi 8 milioni (che dopo lo stallo potrebbero diventare molti di più), dalla ristrutturazione della palazzina A. E risposte, in questo senso non arrivano nemmeno dai canali ufficiali dell'Azienda Ospedaliera.
Chiunque cerchi chiarimenti sul portale web istituzionale, tentando di consultare la sezione dedicata al 'Piano di ristrutturazione 2030', teoricamente divisa per fare chiarezza tra il destino del Policlinico e quello dell'Ospedale Civile di Baggiovara sbatte contro una murata digitale.

Da mesi, la pagina principale si presenta desolatamente vuota: niente grafici, niente cronoprogrammi, nessun dato trasparente. Al loro posto, un logo con due medici-ingegneri in modalità fumetto e una scritta che, alla luce dello stallo reale dei corpi A ed L, suona quasi come una beffa: 'Pagina in costruzione'. Un cantiere fantasma sul web che specchia fedelmente il cantiere fantasma nella realtà. Lo abbiamo fatto notare a chi di dovere, ma la risposta per ora è ferma ad un 'Le faremo sapere'.

Gi.Ga.
Foto dell'autore

Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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