Modena si prepara alla Festa degli Alberi, un appuntamento pensato per celebrare il verde urbano e promuovere la cultura della cura. Ma l’evento cade in un momento in cui la città non ha ancora elaborato, anzi non si è nemmeno resa conto, della perdita più grande degli ultimi anni: i 40 ettari di bosco che costituiva il cuore della riserva naturale della Cassa di Espansione del fiume Secchia, alle porte di Modena, in località Marzaglia. Un intervento imponente, avvenuto senza informazione pubblica.
È in questo contesto che risuonano le parole di Massimo Neviani, che definisce l’elogio nazionale rivolto a Modena negli ultimi dati nazionali sulla presenza di alberi e aree verde per abitannte “la riprova che le statistiche ormai servono solo alla propaganda”. La sua denuncia parte da Marzaglia: “Modena è stata nel 2024 spettatrice passiva assieme ai comuni limitrofi di un taglio indiscriminato di un bosco di 40 ettari a Marzaglia”. Un’oasi naturale, cancellata senza che la città si interrogasse sul valore ecologico perduto'.
Neviani allarga poi lo sguardo ai parchi cittadini, descrivendo un quadro che contrasta con la narrazione festosa del weekend. “Il parco Ferrari negli ultimi 10 anni ha visto la morte di oltre un centinaio di alberi d’alto fusto. Inoltre, nel parco Amendola da tempo non si riesce a tenere l’acqua nei laghi e si stanno mettendo a rischio le specie amanti dell’acqua come i cipressi calvi”. Anche Villa Sorra non sfugge: “Nel parco molte querce sono crollate e le altre sono in condizioni penose”.
Il tema delle potature è uno dei più duri. Neviani parla apertamente di “tortura degli alberi”, denunciando che “impazza in città la tortura degli alberi con capitozzature demenziali senza interventi efficaci di contrasto da parte del comune se non grida manzoniane sotto forma di opuscolo”. Una critica che mette in luce una pratica diffusa e spesso contestata dagli esperti, ma raramente affrontata con decisione dalle amministrazioni.
La sua analisi non si ferma ai confini comunali. “Nei comuni limitrofi come Campogalliano qualche anno fa causa l’inadeguato sistema di drenaggio dei laghi si è riusciti a sterminare la vegetazione arborea e arbustiva”, ricorda, sottolineando come la fragilità del verde sia un problema territoriale e non solo cittadino.
Il passaggio finale è una stoccata alla retorica turistica che invita a visitare Modena d’estate per il “fresco degli alberi”.
“Quindi ben venga anche l’Alberi Festival ma che sia la volta buona per iniziare una seria riflessione su quanto in realtà sta succedendo, o non succedendo a Modena, al di là della propaganda. Se così non sarà anche questo evento resterà un rito celebrativo, basato su un racconto rassicurante tale solo perché evita accuratamente di raccontare la realtà”.



