1. L'assemblea pubblica che nessuno ha convocato
L'11 aprile 2026 il Comitato Pro Rione Sacca ha inoltrato una formale richiesta di incontro ai sensi dell'articolo 11, comma 3 dello Statuto comunale, sottoscritta da 30 firmatari in rappresentanza di circa 250 cittadini. I destinatari erano tre: il Sindaco Massimo Mezzetti, la vicesindaca Francesca Maletti e il Presidente del Quartiere 2 Giovanni Gobbi. La mozione 20/2026 chiedeva di accogliere quella richiesta e di convocare entro 30 giorni un'assemblea pubblica aperta alla cittadinanza della Sacca. È stata respinta con 19 voti contrari. Da allora nessuna assemblea è stata convocata, in nessuna forma. La domanda è semplice: qual è, oggi, la data in cui i 250 cittadini della Sacca verranno ascoltati?
2. Il giallo della petizione «mai arrivata»
La vicesindaca Maletti dichiara alla stampa che la petizione «non è mai arrivata al Comune», che non risulta pervenuta né alla segreteria del Sindaco né alla sua, e invita i cittadini a «verificare di aver seguito il giusto iter». Il resoconto ufficiale della seduta del 20 aprile racconta però un'altra storia. In quell'aula la petizione è stata letta agli atti, con data, numero di firme e nomi dei destinatari. L'assessora Maletti era presente, ha risposto a due interrogazioni e ha svolto l'intervento conclusivo. E in quell'intervento ha messo a verbale l'impegno a incontrare «le persone che hanno chiesto - con le 30 firme - di incontrare». Testuale: «Certamente». Il 20 aprile la richiesta esisteva, era conosciuta e l'incontro era stato promesso in Consiglio comunale. Quasi quattro mesi dopo la stessa richiesta risulta mai pervenuta. O l'impegno assunto in aula era già allora privo di seguito, o c'è un problema di protocollo interno che l'amministrazione ha il dovere di ricostruire e spiegare, invece di rinviarlo ai cittadini come un errore di procedura. Ricordiamo inoltre che tra i destinatari figurava anche il Presidente del Quartiere 2: anche da lì, silenzio.
3.
La mozione approvata impegnava Sindaco e Giunta a tre cose precise: rafforzare il presidio socio-educativo e di sicurezza nell'area; istituire una commissione tecnica speciale con AUSL, Fondazione CEIS e servizi sociali, con il coinvolgimento attivo del Presidente del Quartiere 2 «quale figura di raccordo istituzionale per garantire la partecipazione e l'ascolto delle istanze dei residenti»; promuovere un Consiglio comunale tematico sulle dipendenze patologiche. A oggi la commissione tecnica non risulta istituita, il Consiglio comunale tematico non è stato convocato, e nessuna relazione sui dati di efficacia del servizio è stata trasmessa al Consiglio.Va detto con onestà: la mozione approvata, a differenza di quella respinta, non fissava alcun termine. Nessuna scadenza è stata violata, semplicemente perché nessuna scadenza era stata scritta. È esattamente questo il punto.
4. Il Quartiere 2 ha votato un'altra cosa
Il 2 luglio il Consiglio del Quartiere 2 si è riunito sul drop-in. Chi legge il verbale cerca invano un riferimento alla mozione 22/2026, alla commissione tecnica, all'ascolto dei residenti che quella mozione affidava proprio al Presidente del Quartiere. Non c'è. Al suo posto il presidente Gobbi ha proposto, e il consiglio ha approvato, due misure del tutto diverse: mantenere il drop-in alla Sacca aprendone contemporaneamente uno in ogni quartiere della città, e portare la struttura all'apertura continuativa 24 ore su 24.
5. La Giunta istruisce un testo che il Consiglio non ha mai votato
C'è un ultimo passaggio, ed è forse il più serio. Nella sua replica la vicesindaca annuncia che «proprio in questi giorni, peraltro, con i miei uffici stiamo valutando una proposta sullo stesso tema che ci è stata presentata dal Consiglio del Quartiere 2». Significa che l'unico documento in istruttoria negli uffici comunali è quello approvato il 2 luglio da otto consiglieri di quartiere, mentre l'atto votato dal Consiglio comunale — l'organo di indirizzo politico dell'ente — resta fermo. Si sta lavorando su un testo che nessun consigliere comunale ha mai votato, ignorando quello che il Consiglio ha approvato. Non è una questione di parte, ed è bene chiarirlo: qui non si discute della validità del servizio, che i cittadini della Sacca stessi hanno esplicitamente dichiarato di non voler mettere in discussione. Si discute del rispetto degli atti e delle persone. Chiediamo perciò tre cose: che l'amministrazione ricostruisca e renda pubblico il percorso della petizione dell'11 aprile; che venga fissata una data certa per l'assemblea pubblica alla Sacca; che la commissione tecnica prevista dalla mozione 22/2026 sia istituita entro trenta giorni, con la trasmissione al Consiglio dei dati di efficacia del primo anno di attività. Una mozione approvata all'unanimità dei presenti non è un comunicato stampa. È un impegno. Vale la pena onorarlo’.


