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Modena, ecco come (non) funzionano gli istituti per la partecipazione

Modena, ecco come (non) funzionano gli istituti per la partecipazione

Forse Carlo Sabattini, anche a 30 anni dalla morte, è ancora troppo scomodo


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Nella nostra città, gli istituti per la partecipazione sono stati recentemente modificati per rendere più effettiva tale attività. Il regolamento approvato con Delibera del Consiglio comunale atto numero 17, anno 2018 seduta del 15/03/2018, prevede, in particolare: “la petizione consiste in una richiesta generica, espressa in forma scritta e sottoscritta da minimo 30 (trenta) residenti, a provvedere su un oggetto determinato”. E poi: “. La risposta per le petizioni deve pervenire agli interessati entro 90 (novanta) giorni dalla loro presentazione.”

Armato di buone intenzioni e fiducioso nelle istituzioni, un sufficiente numero di cittadini, in data 08/02/2019, in occasione del trentesimo anniversario della sua morte, ritenendo che “la comunità modenese abbia un debito ed un dovere di riconoscenza e di risarcimento morale in relazione a quanto sofferto da Carlo Sabattini”, ha presentato una petizione contenente due richieste:
- “che la sua figura venga ricordata in consiglio comunale, in forma ufficiale e solenne, alla presenza dei familiari
- che l’amministrazione gli intitoli a uno spazio pubblico, possibilmente un parco”

Era già trascorso il termine massimo di 90 giorni per fornire la risposta, quando il 9 maggio 2019, come primo firmatario, ho sollecitato una risposta ad un preciso obbligo dell’amministrazione comunale.

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Alcuni giorni dopo, sono arrivate le seguenti risposte:
La prima, a firma Francesca Maletti, presidente del consiglio comunale, comunicava che: “ Il consigliere comunale è stato ricordato all’inizio della seduta del 7 febbraio 2019… nella seduta del 7 marzo 2019 della Conferenza Capigruppo è stato deciso di non aderire in quanto il consigliere era già stato ricordato… e perché non si è mai verificato il ricordo di consiglieri comunali durante una seduta del consiglio comunale in forma solenne”.

A questo proposito verrebbe da fare qualche domanda alla Presidente ed alla Conferenza dei capigruppo:
- quanti consiglieri comunali sono morti nella sala del consiglio?
- quanti consiglieri comunali sono stati picchiati nel parcheggio di una festa di partito?
- quanti consiglieri comunali sono stati internati in manicomio criminale anche per fatti collegati alla loro attività politica?

Ricevute le dovute risposte, ci potremmo eventualmente considerare soddisfatti.

La seconda risposta è arrivata dall’assessore Giulio Guerzoni il quale ha comunicato che “l’iter previsto prevede il coinvolgimento della Commissione Toponomastica… i cui lavori sono terminati il 12 novembre 2018… ed è attualmente decaduta. Personalmente… ritengo che l’intitolazione da voi proposta meriti di essere discussa e presa in considerazione dalla prossima commissione….”
Una domanda è doverosa anche all’assessore Guerzoni: era così impossibile convocare la commissione

entro i 90 giorni?
Insomma, Presidente del consiglio, assessore e Sindaco, i 90 giorni per una risposta, in questo caso pervenuta oltre il termine solo perché sollecitata, sono un optional?

O Carlo Sabattini, anche a 30 anni dalla morte, è ancora troppo scomodo?

Franco Fondriest

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