'Un momento di lavoro dal quale sono emerse, in maniera pienamente condivisa, la necessità di lavorare ad un nuovo piano per la sanità modenese (PAL) che segua quattro direttrici sulle quali il Partito Democratico intende sviluppare il proprio impegno nelle prossime settimane, coinvolgendo gli organismi dirigenti e promuovendo il confronto sui territori. L'obiettivo è essere protagonisti di una discussione di indirizzo politico su una delle questioni più importanti per il futuro della comunità modenese, raccogliendo la sfida di una riflessione alta e di prospettiva lanciata dal presidente della Regione Michele de Pascale. Un percorso che dovrà essere all'insegna di condivisione e collegialità, attraverso il coinvolgimento di tutti i territori e delle diverse componenti sociali e che dovrà trovare, a livello istituzionale, anche nei consigli comunali, sede di confronto e dibattito'.
'La prima direttrice riguarda la difesa della sanità pubblica e universalistica. È necessario contrastare con determinazione le politiche del Governo nazionale: dal sottofinanziamento del Servizio sanitario pubblico alla diffusione di strumenti come i voucher sanitari privati, che rischiano di spostare progressivamente il baricentro del sistema verso un modello fondato sulla capacità individuale di acquistare prestazioni. Una visione profondamente diversa da quella pubblica e universalistica che caratterizza da sempre il modello emiliano-romagnolo e che intendiamo continuare a difendere e rafforzare. La battaglia per avere più risorse dal Governo va di pari passo con l'innovazione sul territorio. Siamo stati i primi, in Italia, a investire sulla sanità del territorio (Case della Salute) che poi, grazie al PNRR, sono diventate un progetto nazionale (Case di Comunità).
La seconda direttrice passa dal porre al centro i bisogni di cura delle persone, attraverso l'innovazione del modello sanitario modenese. Un'evoluzione che deve partire dalla solidità della rete provinciale, da confermare e rafforzare, e svilupparsi attraverso una maggiore prossimità delle cure e la valorizzazione delle eccellenze presenti sul territorio. Il diritto alla salute non può essere soltanto un principio affermato sulla carta: deve tradursi nella possibilità concreta, per ogni persona, di accedere alle cure di cui ha bisogno. Questo significa riconoscere le specificità e le fragilità dei diversi territori, a partire da quelli periferici, dove anche il tema della mobilità e dei collegamenti rappresenta una componente fondamentale dell'accessibilità dei servizi sanitari.
La terza direttrice riguarda il rafforzamento dell'integrazione socio-sanitaria. I bisogni delle persone sono sempre più complessi e i confini tra dimensione sociale e sanitaria sempre meno netti.
La quarta direttrice, non certo per importanza, impone la necessità di tenere insieme la visione di futuro e le urgenze del presente. Disegnare un modello sanitario capace di rispondere alle sfide dei prossimi anni è indispensabile, ma non possiamo dimenticare i problemi che cittadini e cittadine affrontano oggi. La riduzione delle liste d'attesa, il miglioramento dell'accessibilità e la tempestività delle prestazioni sono priorità sulle quali occorre continuare a lavorare con determinazione. La prospettiva non può essere motivo per rinviare le risposte ai bisogni immediati'.


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