'Con quali presupposti la Giunta comunale ha deciso di concedere in uso esclusivo alla comunità bengalese degli spazi pubblici destinati al quartiere e alla città? Con quale responsabilità afferma che in quel luogo si può pregare e che basta dichiarare che viene utilizzato per attività ricreative di ritrovo per eludere di fatto le normative che prevedono autorizzazioni, comprese quelle che coinvolgerebbero anche la Prefettura, nel caso si trattasse di un luogo di culto?'. Queste sono alcune delle domande sollevate nell'interrogazione che il consigliere capogruppo di Forza Italia, Piergiulio Giacobazzi, depositerà domani, lunedì mattina, in consiglio comunale dopo quanto pubblicato da La Pressa.
'Non solo c'è un atto formale che necessita di chiarimenti, ma un atto che corrisponde a uno schiaffo alla città e alla comunità che vive nel quartiere, la quale non è stata informata di questa decisione. Parimenti una presa in giro per le associazioni culturali di promozione sociale modenese che faticano a trovare una sede o un luogo dove svolgere, anche temporaneamente, le proprie attività.
Ma ciò che preoccupa di più e che esige un chiarimento sono le parole pronunciate dal vicesindaco, che, in fascia tricolore, parrebbe aver dichiarato pubblicamente, proprio all'interno di questo spazio, come lo stesso sia stato concesso di fatto come luogo di culto, facendolo passare anche come luogo di aggregazione e intrattenimento per la comunità bengalese. Utilizzandolo quindi da subito come moschea, evitando le procedure previste dalla norma per ottenere le autorizzazioni necessarie. Chiediamo che l'assessore Maletti venga in Consiglio comunale a rendere conto di questa decisione e a rispondere alle nostre domande', ha concluso Giacobazzi.
Moschea bengalese in spazi comunali, Giacobazzi: 'Ora Maletti spieghi'
Giacobazzi (Forza Italia) presenta interrogazione: 'L'assessore Maletti spieghi l'atto e le sue parole che paiono volte a bypassare norme sui luoghi di culto'
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