'Da un lato si invocano educatori e progetti di sensibilizzazione per i giovani, dall’altro si è chiuso per anni gli occhi davanti a un fenomeno che è ormai fuori controllo, schiamazzi fino a notte fonda, degrado, rifiuti, atti di vandalismo, aggressioni. Tutto questo mentre i residenti, cittadini onesti, famiglie, anziani, lanciavano continui allarmi rimasti inascoltati.Il PD oggi parla di “vivibilità” come se fosse un concetto nuovo, ma dov’era quando i comitati di quartiere denunciavano il caos serale e notturno? Dov’era quando la politica locale, anche di opposizione, segnalava che il centro si stava svuotando di residenti e riempiendo di locali senza controllo? Si è preferito voltarsi dall’altra parte, perché ammettere il problema avrebbe significato riconoscere il fallimento di una certa idea di città, quella della liberalizzazione totale, dell’intrattenimento senza limiti, dell’indulgenza verso chi trasforma gli spazi pubblici in luoghi privati di consumo.Oggi il PD scopre l’allarme rosso per il centro storico, ma lo fa con la consueta doppiezza, da un lato denuncia il rischio di abbandono dei residenti, dall’altro continua a difendere una movida “attiva e inclusiva”. Ma le due cose non stanno assieme. Non si può pretendere di rivitalizzare il centro favorendo un turismo e una vita notturna senza regole, e allo stesso tempo invocare silenzio, sicurezza e vivibilità. È una contraddizione di fondo, frutto di una politica che non sceglie mai, che galleggia nel mezzo e poi si stupisce del risultato.Nel mio modo di sentire politico, la questione è più semplice, la città non può essere viva se non è ordinata, e non può essere accogliente se non è sicura. Le regole devono essere poche ma chiare, e soprattutto rispettate.
'Movida a Modena, il Pd predica equilibrio ma raccoglie il frutto della propria sordità: Lenzini si dimetta'
Rinaldi: 'Non si può pretendere di rivitalizzare il centro favorendo una vita notturna senza regole, e allo stesso tempo invocare silenzio, sicurezza'
'Da un lato si invocano educatori e progetti di sensibilizzazione per i giovani, dall’altro si è chiuso per anni gli occhi davanti a un fenomeno che è ormai fuori controllo, schiamazzi fino a notte fonda, degrado, rifiuti, atti di vandalismo, aggressioni. Tutto questo mentre i residenti, cittadini onesti, famiglie, anziani, lanciavano continui allarmi rimasti inascoltati.Il PD oggi parla di “vivibilità” come se fosse un concetto nuovo, ma dov’era quando i comitati di quartiere denunciavano il caos serale e notturno? Dov’era quando la politica locale, anche di opposizione, segnalava che il centro si stava svuotando di residenti e riempiendo di locali senza controllo? Si è preferito voltarsi dall’altra parte, perché ammettere il problema avrebbe significato riconoscere il fallimento di una certa idea di città, quella della liberalizzazione totale, dell’intrattenimento senza limiti, dell’indulgenza verso chi trasforma gli spazi pubblici in luoghi privati di consumo.Oggi il PD scopre l’allarme rosso per il centro storico, ma lo fa con la consueta doppiezza, da un lato denuncia il rischio di abbandono dei residenti, dall’altro continua a difendere una movida “attiva e inclusiva”. Ma le due cose non stanno assieme. Non si può pretendere di rivitalizzare il centro favorendo un turismo e una vita notturna senza regole, e allo stesso tempo invocare silenzio, sicurezza e vivibilità. È una contraddizione di fondo, frutto di una politica che non sceglie mai, che galleggia nel mezzo e poi si stupisce del risultato.Nel mio modo di sentire politico, la questione è più semplice, la città non può essere viva se non è ordinata, e non può essere accogliente se non è sicura. Le regole devono essere poche ma chiare, e soprattutto rispettate.
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