'C'è qualcosa di stridente in un sistema che consente ad un criminale di conclamata pericolosità sociale di poter circolare liberamente armato di una mannaia senza che nei suoi confronti sia possibile azionare una qualsivoglia forma di coazione. Una situazione disarmante che ingenera un irrecuperabile disagio tra gli operatori delle forze dell’ordine, oggettivamente impossibilitati a dare soddisfacenti risposte alla legittima e sacrosanta richiesta di sicurezza e garanzia della pacifica convivenza che i cittadini invocano'.
Così il sindacato unitario lavoratori di Polizia interviene sul caso del nigeriano armato di mannaia coinvolto in una rissa ed individuato e bloccato dalla Polizia intervenuta a seguito della segnalazione di una donna residente in viale Crispi ma oggetto 'solo' di una denuncia a piede libero. 'Una critica che non è nei confronti dell'autorità giudiziaria' - specifica il Siulp in una nota ma nei confronti di una legislazione da rivedere. 'È, insomma un monito al legislatore quello che il Siulp, da tempo, lancia ogni qualvolta vicende quali quelle di cui oggi siamo a discutere animano il dibattito sull’inefficacia della potestà punitiva dello Stato, oggi vincolata dal rispetto di asettici limiti edittali in ossequio ai quali le porte del carcere si aprono solo in presenza di pene superiori ai quattro anni di detenzione.
Non è, in definitiva, della perdita di dignità dei poliziotti che discutiamo. Quanto della lesione all’onorabilità dello Stato - di cui i poliziotti, che da anni sono al vertice dell’indice di gradimento tra le varie Istituzioni, sono la manifestazione più avanzata che si interfaccia con i cittadini - alimentata dai distorti effetti di un quadro normativo di riferimento che, lungi dal garantire l’affermazione della legalità, si rivela essere incubatore di fermenti criminogeni.
A margine sia infine consentita una riflessione di chiusura, suggerita dagli innumerevoli spiacevoli riscontri che ci restituisce la cronaca quotidiana. Non solo la legge, nei confronti di chi non ha nulla da perdere, non appronta risposte punitive adeguate.
Ci si dovrebbe semmai interrogare sulle ragioni per le quali, nonostante l’innegabile evidenza delle criticità in disamina, in questa battaglia di civiltà i poliziotti ed il Siulp sono lasciati soli'



